Covid e mezzi pubblici, quale mascherina è meglio usare

Il parere degli esperti sulle mascherine migliori da usare per scongiurare il contagio sui mezzi pubblici, una delle situazioni più a rischio assembramenti

Quale mascherina è meglio usare sui mezzi pubblici, per scongiurare il contagio in una delle situazioni più a rischio assembramenti?

Alla vigilia delle riaperture e delle nuove zone gialle nel nostro Paese, ecco il parere degli esperti, che intervengono nel dibattito in corso su una possibile indicazione per l’uso prioritario delle mascherine nel trasporto pubblico, come già accade in altri Paesi.

Mascherina Ffp2 offre maggior sicurezza

“Utilizzare la mascherina Ffp2 in una situazione ambientale come quella dei mezzi pubblici offre sicuramente una maggiore protezione. Ma bisognerebbe garantire a tutti la possibilità di averle. E’ indubbio che, rispetto alla circolazione di virus più contagiosi, le Ffp2 offrano maggiore sicurezza. L’importante che si indossino in maniera corretta”. A dirlo all’Adnkronos Salute il virologo Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia. In ogni caso, aggiunge, “se tutti indossano la mascherina chirurgica e non c’è un eccessivo affollamento sul mezzo, rispettando quindi le indicazioni sul numero dei passeggeri consentito, la protezione è comunque elevata – precisa il virologo -. La Ffp2 ha la differenza che garantisce, a chi la indossa, una maggiore sicurezza. Sappiamo ormai tutti che la mascherina chirurgica protegge soprattutto chi ci sta di fronte, impedendo alle particelle che emettiamo di arrivare all’altro. La Ffp2 ha una barriera superiore anche in entrata. E’ ovvio che c’è una maggiore garanzia. Si tratta di fare in modo che tutti abbiano la possibilità di acquisirla. Fatto questo, potrebbe essere un’operazione sensata quella di indicarla sui mezzi pubblici“.

Mascherina Ffp2 come aiuto in più

“Oggettivamente in situazioni particolari di affollamento le mascherine Ffp2 garantiscono di più”, spiega quindi Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano. “L’importante però è l’attenzione di ciascuno di noi, la Ffp2 può servire come aiuto in più. Può andare bene anche la chirurgica con un ‘galateo anti-contagio’ da usare sistematicamente. Dire ai cittadini che ci vogliono le Ffp2 è una cosa che può essere gravosa. Perché comunque – spiega Pregliasco – le mascherine filtranti sono efficaci per 4-6 ore, poi vanno cambiate. Ed è questo il fattore che le rende costose per il cittadino. Quindi, si può magari consigliare di usarle nel periodo dell’esposizione maggiore e buttarle dopo 4-6 ore di utilizzo”.

Raccomandabile ma non obbligatorio l’uso delle Ffp2

“Le mascherine Ffp2 sono certamente preferibili” per proteggersi da Covid-19 “sui mezzi pubblici, trattandosi di luoghi molto promiscui. Ma soprattutto, anche se è stato raccomandato di riempirli al 50%, ci sono ad esempio metropolitane che in orari critici sono piene oltre il 50%. Quindi sarebbe raccomandabile utilizzare le Ffp2. Certo non obbligatorio, perché ovviamente questi dispositivi hanno un costo”, dichiara Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano.

L’entità dei rischi cambia a seconda degli ambienti

“Studi di modellazione documentano che il rischio di infezione potrebbe essere 3 volte superiore in un ambiente chiuso e affollato, come lo sono i mezzi di trasporto pubblici, con contatti ed eventuali conversazioni ravvicinate. E’ evidente che la buona filtrazione di materiale aereo proveniente dall’esterno diventa per noi un fatto assolutamente prioritario. E i dispositivi dotati di filtri importanti sono solo quelli indicati con la sigla Ffp2″. Lo sottolinea l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud della Fondazione italiana di Medicina personalizzata. “Se gli interventi ai quali ci siamo oramai abituati (distanziamento; ingresso differito in spazi condivisi; mascherine) sono in grado di offrire tutti un certo livello di protezione, va anche riconosciuto che l’entità dei rischi può cambiare a seconda degli ambienti – rimarca Minelli – Se siamo all’aperto su una spiaggia, per esempio, possiamo concederci qualche libertà in più, visto che non risulta siano stati fin qui descritti focolai legati alle spiagge pubbliche. Ma in ambienti chiusi è completamente diverso. Voglio dire che il rischio di trasmissione Covid all’aperto non è escluso, ma è decisamente più basso rispetto alle possibilità di contagio indoor”.

“Ed è dal marzo 2020 che ripetiamo, per averlo appreso anche da studi all’epoca pubblicati da riviste super-qualificate, che le mascherine ordinarie, quelle chirurgiche per intenderci, hanno una capacità filtrante dall’esterno verso chi le indossa pari a circa il 20%, dunque – conclude l’immunologo – del tutto incapaci di garantire una protezione valida nei confronti del virus che proviene da fuori di noi. Certamente dotate di una buona capacità filtrante (fino al 95% per i batteri) dal portatore verso l’esterno, ma non il contrario perché hanno maglie più larghe della dimensione del virus“.

La mascherina chirurgica è poco protettiva

“La mascherina chirurgica è poco protettiva. L’Ffp2 per le caratteristiche che ha, anche per come si indossa, aderendo al volto in modo deciso protegge bene il naso e la bocca e ha un’efficacia nettamente superiore. Potrebbe essere un ottimo consiglio particolarmente negli ambienti chiusi, ristretti, dove c’è potenziale affollamento, ergo i servizi pubblici. Mi pare un ottimo suggerimento”, spiega il virologo Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all’ospedale di Pisa. E se usata in modo corretto, non serve neppure buttarla via ogni volta che si utilizza. “La mascherina ha un tempo di sopravvivenza di 8 ore di uso effettivo – spiega Menichetti – quindi io per esempio la rinnovo un paio di volte alla settimana. Dipende anche da come uno la conserva. Ovviamente non va gettata di qua e di là come uno straccio, ma piegata e rimessa nella bustina o comunque conservata come qualcosa che si indossa. Le signore che si truccano – conclude il virologo – magari la dovranno sostituire un po’ più spesso”.

Limitare l’accesso sui mezzi pubblici oppure obbligo Ffp2

Per il microbiologo Andrea Crisanti, ospite di Piazzapulita interpellato sulla scuola in presenza, “sui mezzi pubblici bisognerebbe limitare gli accessi, servirebbe la figura del controllore o del bigliettaio che anni fa bloccava gli accessi. Oppure, si decide che sui bus si sale solo con mascherina Ffp2. Fare tamponi a campione a scuola è sicuramente opportuno. Bisogna capire quali sono le situazioni più rischiose e testare”.

In collaborazione con Adnkronos

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