Covid, da estensione green pass a terza dose: le prossime mosse

Cosa ha detto Sergio Abrignani, immunologo e componente del CTS

Si fa sempre più concreta l’ipotesi della terza dose nel nostro Paese. In scia, in particolare, all’incognita varianti si cerca di correre in fretta ai ripari in vista dell’autunno e, ancora di più, dell’inverno, con l’obiettivo di frenare la corsa della pandemia che continua a marciare a passo sostenuto nel mondo. In parallelo si lavora anche all’estensione del certificato verde da 9 a 12 mesi dalla seconda dose.

Quando la terza dose?

Ad anticipare il possibile scenario, Sergio Abrignani, immunologo e componente del Comitato Tecnico Scientifico, che annuncia in un’intervista al Corriere della Sera che la terza dose del vaccino contro il Coronavirus arriverà tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022.

Abrignani indica anche chi avrà priorità nella somministrazione: “Secondo me, si seguirà più o meno la stessa tempistica: i sanitari dovrebbero essere i primi e uso il condizionale. Assieme ai fragili, ai pazienti con deficit del sistema immunitario o in chemioterapia. Poi si passerà agli over 60 che in Italia sono 18 milioni”.

Intanto, si moltiplicano gli studi che segnalano che la protezione offerta dalle due dosi dei vaccini anticovid sviluppati da Pfizer/BioNTech e Oxford/AstraZeneca inizierebbe a ridursi entro i primi sei mesi. È quanto sostengono alcuni ricercatori britannici, confermando, dunque, l’importanza – in termini di efficacia – di una terza dose.

Dopo cinque o sei mesi, l’efficacia del vaccino Pfizer nel prevenire il contagio ottenuta a un mese dalla somministrazione della seconda dose scende dall’88% al 74%, come emerge dall’analisi dei dati dello studio britannico Zoe Covid. L’efficacia di AstraZeneca passa, invece, dal 77% al 67% dopo quattro o cinque mesi. Lo studio ha preso in considerazione dati provenienti da oltre 1,2 milioni di test.

Il No dell’OMS

“Al momento i dati non indicano il bisogno di una terza dose”. Lo ha detto in una conferenza stampa Soumya Swaminathan, chief scientist dell’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità), secondo cui la priorità al momento deve essere quella di aumentare le coperture nei Paesi che ancora non hanno avuto accesso ai vaccini. secondo l’esperta iniziare con i ‘booster’ con buona parte del mondo ancora non immunizzata potrebbe provare un pericoloso effetto boomerang: “Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perché non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l’emergere di nuove varianti”.

 

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