Covid, corre la variante inglese: è già il 54% delle infezioni

I dati dell'ultimo campionamento: il Lombardia la variante Kent è già al 65%. "Sta dilagando nel Paese, rafforzare misure".

Dilaga in Italia la variante inglese del Covid. “Nel nostro Paese al 18 febbraio scorso la prevalenza della cosiddetta variante inglese del virus Sars-CoV-2 era del 54,0%, con valori oscillanti tra le singole regioni tra lo 0% e il 93,3%, mentre per quella ‘brasiliana’ era del 4,3% (0%-36,2%) e per la ‘sudafricana’ dello 0,4% (0%-2,9%)”. E’ la stima prodotta dalla nuova ‘flash survey’ condotta dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler.

Per l’indagine “è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del ministero della Salute dello scorso 17 febbraio.

Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni e province autonome in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni e province autonome e complessivamente 101 laboratori, e sono stati effettuati 1296 sequenziamenti”, aggiunge l’Iss.

La variante inglese “sta diventando quella prevalente nel Paese, e in considerazione della sua maggiore trasmissibilità occorre rafforzare e innalzare le misure di mitigazione in tutto il Paese nel contenere e ridurre la diffusione del virus mantenendo o riportando rapidamente i valori di Rt a valori sotto 1 e l’incidenza a valori in grado di garantire la possibilità del sistematico tracciamento di tutti i casi”, suggerisce lo studio dell’Iss.

In Lombardia al 65%

La variante inglese di Covid 19 rappresenta oltre la metà di quelle presenti in Lombardia. “L’analisi delle varianti” di Sars-CoV-2 “sul territorio lombardo – ha riferito la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione, Letizia Moratti – evidenzia che la variante inglese è pari al 64% del campionamento su base regionale, con un range che va dal 43% all’86% sui diversi laboratori”.

Complessivamente, dall’inizio di questa attività di sorveglianza “sono stati analizzati 2.023 campioni e identificati 978 casi di varianti”, pari al 48% sul totale.

Tra queste, specifica la vicepresidente, sono state rintracciate “18 varianti di origine sudafricana, 10 brasiliane, 578 Uk e 372 compatibili con una delle tre varianti”.

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