Covid, Aifa: via libera alla terza dose, si parte dai più fragili

Si farà a 6 mesi dalla seconda ed è possibile eterologa. Speranza: "'In arrivo circolare ministero su categorie".

Via libera alla terza dose per la vaccinazione anti-Covid dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Sarebbe infatti pronto il parere positivo. Priorità sarà data, in una prima fase, ai soggetti immunodepressi, trapiantati, grandi anziani, ospiti delle Rsa e sanitari a maggiore rischio (ad esempio se in attività nei reparti Covid).

Per i richiami la scelta ricadrebbe sui vaccini a mRna, ovvero i vaccini Pfizer e Moderna. La terza dose di richiamo del vaccino anti-Covid dovrebbe essere somministrata, secondo quanto si apprende, “almeno dopo 28 giorni” dalla seconda dose per quanto riguarda i soggetti immunodepressi e trapiantati, “almeno dopo sei mesi” per le altre categorie indicate.

Numeri

Sono 5.522 i casi Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Italia con 291.468 tamponi molecolari e antigenici effettuati (ieri ne erano stati effettuati 301.980). Stabile il rapporto positivi/tamponi a 1,9% (ieri 2%). Sono 59 i decessi registrati oggi, che porta il conteggio totale a 129.766 morti da inizio pandemia. Stabile anche il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva (oggi sono 6 in meno, 558 totali), sia quello degli ospedalizzati con sintomi, 5 in meno rispetto a ieri (sono 4.230 in totale).

Il Ministro

Si partirà dai “più fragili, quelli che dopo due dosi non hanno una risposta sufficiente” ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza annunciando che “nelle prossime ore ci sarà una circolare del capo Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, che indicherà esattamente quali sono queste categorie”.

L’Aifa

La Commissione Tecnico Scientifica (Cts) dell’Aifa ha “espresso il proprio parere sulla somministrazione di dosi aggiuntive di vaccino contro il Covid-19” e ha ritenuto “appropriato, in attesa dell’autorizzazione di Ema, rendere disponibili i vaccini Comirnaty (Pfizer) e Spikevax (Moderna). Lo sottolinea una nota dell’Agenzia italiana del farmaco. La Cts, “rispondendo ai quesiti posti dal ministero della Salute” ha osservato “che la priorità della campagna vaccinale rimane il raggiungimento di un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati per ridurre la circolazione del virus e lo sviluppo di varianti e prevenire efficacemente l’insorgenza di patologia grave e di decessi”.

La Cts ha stabilito che la ‘dose addizionale’ di vaccino Covid sarà somministrata “almeno 28 giorni dall’ultima somministrazione, a completamento del ciclo vaccinale nei soggetti adulti e adolescenti di età superiore ai 12 anni (vaccino Comirnaty) o sopra i 18 anni (vaccino Spikevax) in condizione di immunosoppressione clinicamente rilevante. Rientrano nella suddetta categoria i trapiantati di organo solido e i soggetti che presentino, sulla base della valutazione clinica, un livello di immunocompromissione assimilabile”.

Mentre come dose ‘booster’ “al fine di mantenere una efficace risposta immune al vaccino dopo il completamento del ciclo vaccinale” sarà somministrata “dopo almeno 6 mesi dall’ultima somministrazione, nei grandi anziani (over 80 anni) e nei soggetti ricoverati nelle Rsa – prosegue la nota – Tale opzione può essere resa disponibile anche agli operatori sanitari, a seconda del livello di esposizione all’infezione, del rischio individuale di sviluppare forme gravi di Covid-19 e in accordo alla strategia generale della campagna vaccinale”.

“Come dose aggiuntiva dovrebbe essere somministrato uno dei due vaccini a m-Rna autorizzati in Italia (Comirnaty* e Spikevax*). Qualora fosse stata eseguita una prima vaccinazione con vaccino adenovirale o nel caso in cui non fosse disponibile il medesimo vaccino a m-Rna utilizzato per le prime due dosi, si potrà ricorrere alla somministrazione di una dose aggiuntiva ‘eterologa’ con il tipo diverso di vaccino a m-Rna. In base alle conoscenze attuali il dosaggio raccomandato per la dose booster è uguale al dosaggio autorizzato per il ciclo primario”, si fa sapere inoltre. “La dose aggiuntiva – si evidenzia – dovrebbe essere somministrata dopo almeno sei mesi dall’ultima dose”.

L’Ema

Anche l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha dato il “via libera” lasciando però la scelta finale ai singoli governi. Gli stati dell’Ue possono partire con la terza dose del vaccino covid anche prima che si esprima l’Ema, l’agenzia europea del farmaco. “Gli Stati membri dell’Unione europea, attraverso i loro gruppi consultivi tecnici nazionali sull’immunizzazione (Nitag), possono procedere comunque nel pianificare campagne di somministrazione di dosi aggiuntive o dosi ‘booster'” di vaccino anti-Covid, “come misura proattiva di salute pubblica, anche prima che una decisione regolatoria venga presa. Questo tipo di scelte sono pienamente comprese dall’agenzia nel contesto di emergenza in cui siamo”, ha spiegato Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell’Agenzia europea del farmaco Ema, durante un briefing per la stampa.

Fattore tempo

“Il numero di anticorpi si dimezza approssimativamente in tre mesi” spiega Andrea Mengarelli, responsabile dell’unità di ematologia dell’Istituto oncologico Regina Elena a Roma, a La Repubblica. “Nei nostri pazienti il sistema immunitario è meno efficiente. Già in partenza i livelli non erano alti. Oggi siamo scesi a valori che potrebbero essere insufficienti”. Nel caso delle persone fragili, dunque, la terza dose sembra molto importante.

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