Cosa significa la sigla SPA

SPA: vediamo cosa s'intende con questo acronimo, quali sono le caratteristiche principali di tale forma societaria e in cosa si differenzia dalle altre giurisdizioni

A tutti sarà capitato di sentire o leggere la sigla SPA a seguito del nome di un’azienda. Contrariamente alla lettura che si applica nel caso in cui tale sigla si riferisca a un centro benessere, nel momento in cui questa è legata alla giurisdizione d’impresa, è necessario leggerla facendo un vero e proprio spelling. La maggior parte delle volte, infatti, per porre maggiore distacco tra queste parole omografe, si ricorre alla punteggiatura, scrivendo quella riferita all’economia, inframezzata dai punti. Per SPA si
fa riferimento dunque alla società per azioni. Una particolare forma giuridica che un’impresa può assumere e che si differenzia dalle altre ammesse dalla giurisdizione.

Tra queste si ritrovano ad esempio la Società a Responsabilità Limitata, che può essere costituita come una Srl a socio unico o a più soci. La Snc, Società in Nome Collettivo, la Sas, Società in Accomandita Semplice e la Sapa, Società in Accomandita per Azioni. La caratteristica principale della SPA è che il capitale versato dai soci al momento della sua costituzione, o in esercizi successivi, lo si ritrovi sotto forma di quote azionarie. Il che vuol dire che per diventare soci di una SPA, occorre acquisire una parte di azioni emesse dalla società, che sarà pertanto quotata in borsa.

Sulla base delle tipologie di azioni acquistate, il socio può automaticamente ricevere solo i diritti agli utili o anche i diritti amministrativi. Ad esempio esistono le quote azionarie ordinarie, che permettono al suo detentore di acquisire gli utili derivanti dal risultato positivo di esercizio, ma anche di poter far uso della propria facoltà di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie. Al contrario, le azioni come quelle di risparmio, nelle quali investono i cosiddetti cassettisti, permettono solo ed esclusivamente di ricevere la propria quota di utili. Nel primo caso, inoltre, si riceve un numero di voti proporzionale alle quote detenute.

Questa cosa non è valida per le società cooperative, dove vale invece il principio cosiddetto: “una testa, un voto”. Qualunque impresa può assumere tale forma giuridica, persino le banche. Infatti, l’istituto di credito per eccellenza assume la denominazione di banca commerciale nel momento in cui sia stata costituita sotto forma di SPA e non di SCRL, ossia una Società Cooperativa a Responsabilità Limitata e a scopo mutualistico. L’importante è che il capitale versato sia elevato (non meno di 6,3 milioni di euro) e che sia concentrato in un numero limitato di soci.

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