Coronavirus e scuola, si moltiplicano le fake news: anno scolastico a rischio?

In mezzo alla mole sterminata di notizie sull'emergenza, arrivano anche le bufale. Ecco quelle che stanno spaventando di più gli italiani. La ministra Azzolina fa chiarezza

Come sappiamo sono tantissime e continue le informazioni che circolano sull’emergenza Coronavirus. E come spesso accade di fronte a fenomeni di questa portata, in mezzo alla mole sterminata di notizie arrivano anche le fake news.

Al di là di quelle più complottiste, che parlano di ricatti geopolitici e segretissime cospirazioni Usa-Francia contro Cina e Italia, ce ne sono alcune più “semplici”, ma in grado di generare davvero caos e allarmismi inutili.

In queste ore stanno circolando, soprattutto su WhatsApp, diverse bufale relative al mondo della scuola. Cè chi paventa ad esempio la chiusura di tutti gli istituti italiani di ogni ordine e grado fino al 5 marzo, e addirittura chi è arrivato a diffondere la fake news della perdita dell’anno scolastico per tutti gli alunni italiani. E anche chi parla di trattenute sulla busta paga degli insegnanti come se si trattasse di assenza per malattia. Nulla di tutto ciò.

“Come ha detto giustamente la Protezione civile, in questo momento l’epidemia più grande che abbiamo è quella delle fake news” ha commentato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Come sappiamo, il Consiglio dei Ministri e il ministero della Pubblica Istruzione hanno adottato provvedimenti urgenti e straordinari sul Coronavirus.

Le misure restrittive prese dal Governo sulla scuola

In particolare, per effetto del provvedimento, sono sospesi fino al 15 marzo 2020 i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche. È possibile esercitare il diritto di recesso come previsto dal codice del turismo.

Fino al prossimo 15 marzo la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia di durata superiore a cinque giorni avverrà solo dietro presentazione di certificato medico.

Inoltre, nelle scuole della Lombardia, del Piemonte, del Veneto e dell’Emilia Romagna sono state sospese le lezioni. I dirigenti scolastici di queste scuole possono attivare, di concerto con gli organi collegiali competenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza, ponendo particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

I chiarimenti della ministra Azzolina

Ai microfoni di 24 Mattino su Radio24, Azzolina ha fermamente chiarito che non c’è nessun rischio che gli studenti perdano l’anno. “Le scuole nella loro autonomia scolastica potrebbero anche prevedere di allungare l’anno, ma non sarà necessario, perché abbiamo attivato una task force per garantire ai nostri studenti la didattica a distanza” ha dichiarato, menzionando la normativa secondo cui “al ricorrere di situazioni imprevedibili è fatta salva la validità dell’anno scolastico”.

Difficile dire se le scuole resteranno chiuse o meno anche la prossima settimana. “Questo non lo so ancora, perché tutte le decisioni che stiamo prendendo al Governo si basano sul principio della proporzionalità, in accordo assoluto con le massime autorità sanitarie”. L’Anief ha chiesto la proroga della sospensione fino all’8 marzo, ma per ora resta solo una richiesta.

Prosegue Azzolina:

“Mi rendo conto che le nostre misure siano draconiane e molto restrittive, ma lo abbiamo fatto per avere un effetto contenimento rispetto al contagio. Se, come speriamo, le misure prese per arginare la diffusione del Coronavirus avranno effetti immediati, dalla prossima settimana si può pensare a chiusure delle scuole su base provinciale legate, cioè, alle zone del focolaio, come quelle del Lodigiano, e non più a livello regionale come ora. Se, quindi, a Varese non ci saranno casi, credo che le scuole potranno essere riaperte”.

Nessun rischio di perdere l’anno e lezioni a distanza se serve

“Abbiamo docenti esperti in tutta Italia – spiega ancora – che in questa settimana si sono riuniti con me, con la Rai, con la Treccani, con Microsoft, con Google. Esiste una scuola molto più avanzata che si sta già muovendo, soprattutto in alcune zone del Paese, che, ahimè, sono anche quelle in cui oggi le scuole sono chiuse. In tantissime scuole ci sono infrastrutture e strumenti tecnologici in tal senso. Peraltro, stiamo stanziando dei soldi e abbiamo la collaborazione di Tim e di altri partner, che ci daranno una mano nei prossimi giorni”.

La ministra aggiunge che “gli istituti in cui si tengono lezioni online sono tanti, perché il Nord Italia è ben attrezzato per rispondere a queste esigenze. Esiste un’Italia produttiva, una scuola produttiva. E dove ci saranno scuole in difficoltà noi arriveremo, perché da oggi stesso la task force che abbiamo formato questa settimana andrà in giro per tutti gli istituti scolastici nelle varie regioni a fare immediatamente formazione per docenti e per gli stessi uffici scolastici”.

I consigli del Miur

Il Ministero dell’Istruzione raccomanda caldamente di non prendere in considerazione alcuna notizia riguardante le scuole che non provenga o sia confermata da fonti ufficiali.

Ogni indicazione relativa al settore scuola verrà resa pubblica dal ministero dell’Istruzione, tramite i propri canali istituzionali e i canali social.

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