Coronavirus, scorte di farmaci a rischio: cosa dobbiamo sapere

L'Assogenerici fa sapere che le scorte di principi attivi potrebbero essere a rischio a causa del Coronavirus

Non solo produzione industriale e tecnologica, acquisto di automobili e veicoli in genere. Il coronavirus sta avendo pesanti ripercussioni anche in ambito medico e farmaceutico. E non solo per il sovraccarico di lavoro che sta interessando i reparti ospedalieri delle zone interessate dalla diffusione del virus Covid-19.

Stando alle informazioni diffuse dall’Assogenerici, infatti, lo stop prolungato alla produzione di intermedi di sintesi per la produzione di principi attivi destinati all’industria farmaceutica potrebbe avere ripercussioni a livello globale. Al momento la situazione non desterebbe molta preoccupazione, dal momento che le aziende farmaceutiche sono solite accumulare scorta in vista di periodi di maggior produzione (o minor disponibilità di materie prime, come in questo caso), ma lo scenario potrebbe anche rapidamente cambiare.

Situazione sotto controllo, per il momento

Ad analizzare lo “stato dell’arte” attuale è Enrique Häusermann, presidente Assogenerici. Secondo l’esponente della filiera farmaceutica italiana, le scorte sono ancora sotto controllo, ma la situazione va monitorata. “Lo stock di principi attivi attuale copre in media 3 mesi di richiesta produttiva per il prodotto finito ed è probabile che esistano scorte aggiuntive accumulate in previsione del tradizionale stop produttivo coincidente con la celebrazione del capodanno cinese. Se l’attuale situazione, soprattutto nei rallentamento dei trasporti, dovesse prolungarsi non si possono escludere impatti futuri sull’approvvigionamento“.

Cina centro della produzione chimico-farmaceutica mondiale

Il settore dei farmaci generici, in particolare, è quello che potrebbe maggiormente risentire del mancato approvvigionamento di principi attivi e altre materie prime farmaceutiche. Per alcuni medicinali, infatti, circa l’80% delle materie prime arriva da Paesi extra-UE, Cina e India in particolare. Se si pensa, poi, che nella sola provincia dello Hubei e in quella dello Zhejian, centro del focolaio principale di Coronavirus, sono concentrati oltre 100 siti produttivi attivi in questo settore, appare immediatamente chiaro il perché del campanello d’allarme fatto suonare da Assogenerici.

Lo scenario continentale

Al momento, comunque, né in Italia né tanto meno negli altri Paesi dell’Unione Europea si rischia un’interruzione improvvisa della catena di distribuzione dei farmaci. Un’ipotesi che resta lontana, ma che non può essere scartata a priori. Al momento, fa sapere l’Agenzia Europea dei Farmaci, non c’è nessuna notizia su interruzioni nella consegna di farmaci in nessuno dei Paesi aderenti. Lo European Fine Chemicals Group, gruppo che riunisce i produttori di principi attivi, invita comunque a non abbassare la guardia: il sistema è ora vulnerabile a qualunque tipologia di incidente, che potrebbe avere ripercussioni gravi a livello continentale.

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