Coronavirus, finalmente si muove la sanità privata

In Lombardia l'emergenza Covit -19 ha visto in prima linea solo la sanità pubblica, ora viene chiamato in causa anche il privato

Il sistema sanitario pubblico, in Lombardia ma non solo, è vicino al collasso. Fino ad ora medici e infermieri hanno fatto il possibile e l’impossibile per fonteggiare l’emergenza Coronavirus, ma è giunto il momento in cui anche il comparto privato sia chiamato a fare la sua parte.

A sollevare il caso è stato ieri il segretario della Cgil Maurizio Landini, che durante la trasmissione In mezz’ora ha sottolineato che “la sanità pubblica sta affrontando uno sforzo straordinario. Lo chiediamo anche della sanità privata”.

Il paradigma è e deve essere sempre più della collaborazione. Perché il rischio maggiore, dato dall’aumento di casi di nuovo coronavirus, è il collasso del sistema sanitario, a causa di una pressione mai vista prima. E allora: la sanità nazionale chiama a raccolta gli ospedali privati per affrontare l’emergenza legata al Covid-19. Tanto in Lombardia quanto in Veneto, così, le cliniche metteranno a disposizione i loro letti per aiutare gli ospedali pubblici a far fronte all’emergenza.

Sanità privata chiamata in campo
“Dai privati, qui in Lombardia, abbiamo ottenuto piena disponibilità: hanno ridotto già, su nostra richiesta, il 70 per cento dei ricoveri non urgenti. E messo a disposizione i loro posti di terapia intensiva”, dice l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera: ieri i vertici del Regione Lombardia — nella quale i letti che fanno capo ai privati sono oltre 7.500, di cui 380 in reparti di rianimazione — hanno incontrato i rappresentanti degli ospedali privati per fare il punto della situazione.

“Come preannunciato abbiamo fatto incontro con tutte strutture private accreditate – ha spiegato Gallera -. E abbiamo trovato assoluta disponibilità a mettere a disposizione posti letto delle terapie intensive e anche a entrare a far parte della gestione dell’emergenza. Da oggi entrano a tutti gli effetti nella cabina di regia. Sarà ampliata in maniera significativa la disponibiltià di posti nelle terapie intensive. Ora posti ci sono ma serve un numero ampio, anche per consentire gestione dei casi che non sono coronavirus. Serve anche sostenere presidi in difficoltà con altro personale”.

Lauree anticipate per infermieri
Importanti novità anche sul fronte del reclutamento. “Un’altra notizia bella è che nel mese di aprile si sarebbero laureati solo a Milano cento infermieri e tanti altri in Lombardia – ha detto Gallera -. Saranno anticipate lauree per immetterli subito nel sistema. Le lauree saranno online, in modo da avere a disposizione entro 10 marzo molti infermieri”. “Assumeremo chiunque, giovani o pensionati. Devono essere qualificati. Vanno benissimo gli specializzandi – ha spiegato -. Non è un momento per fare polemiche ma che ognuno si metta a disposizione e si tiri su le maniche. Chiunque ha una competenza e vuole metterla a disposizione lo faccia”. “Domani approveremo una delibera che prevede lo stanziamento di 40 milioni di euro per le aziende per l’acquisto di materiale e per approntare i posti letto delle malattie infettive e che prevede i primi 10 milioni di euro per l’assunzione del personale” ha aggiunto.

Gallera ha inoltre sottolineato che l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) “ha espresso giudizi molto postivi per modello Regione Lombardia e ha detto che vorrebbe adottarlo anche per altri Paesi”.

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