Coronavirus, torna il distanziamento sui treni: l’ordinanza di Speranza

Il ministro della Salute rimedia subito con un'ordinanza alla possibilità di tornare a riempire i treni al massimo della capienza

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che annulla la possibilità per le compagnie ferroviarie di tornare a riempire i treni. Viene quindi ripristinato il distanziamento interpersonale di almeno un metro, che era caduto ieri sui treni ad Alta Velocità.

Posti pieni su treni: il ritorno al distanziamento

Un annuncio, quello di tornare a viaggiare a piena capienza che ha spiazzato il Cts, il quale attraverso i vari componenti si è dichiarato contrario, e ha immediatamente scatenato le polemiche. Tanto da costringere il ministero della Salute a intervenire e a tirare il freno, soprattutto alla luce degli ultimi numeri in risalita della curva dei contagi.

“È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora – ha spiegato il ministro Speranza –  Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato una nuova ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine“.

E conclude: “Questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus”.

Posti pieni su treni: le reazioni del Cts

La decisione aveva provocato la reazione immediata dei componenti del Comitato tecnico scientifico, i quali avevano espresso “molta preoccupazione”, sottolineando come fosse stata presa “senza aver ricevuto il parere del Comitato”.

Oltre al consulente del ministero della Salute Walter Ricciardi che l’ha definita “sbagliata”, a parlare oggi è stato il presidente del Consiglio superiore di Sanità e membro del Cts, Fracno Locatelli: “Stupisce un po’, per non dire che sconcerta – ha detto questa –  la decisione assunta di porre fine al distanziamento sui treni. Il Comitato tecnico scientifico non è mai stato investito del problema, e non posso non dire che questa decisione desta preoccupazione e perplessità, in un momento in cui i nuovi casi di Covid-19 stanno crescendo, come mostrano i dati. C’è il rischio concreto che i viaggi in treno possano contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico” nel nostro Paese. E aggiunge: “Credo che su questo tema vada aperta una riflessione”.

Posti su treni Alta Velocità: cosa prevedeva il dpcm

Ieri i treni Italo e sui Frecciarossa e Frecciargento di Trenitalia e sulle lunghe percorrenze (ad esempio gli Intercity) si è tornati a viaggiare senza distanziamento, perché sarebbero  state rispettate le condizioni poste dal Dpcm del 14 luglio che permettono di attuare le deroghe previste nelle linee guida del ministero sui Trasporti. Le condizioni erano:

  • la misurazione della temperatura dei viaggiatori prima di salire
  • l’autodichiarazione dei passeggeri con la quale certifichino di non aver avuto contatti con persone contagiate dal Covid, né sintomi influenzali
  • l’obbligo della mascherina con la sostituzione dopo 4 ore

Ma il ministero dei Trasporti ha precisato in un comunicato: “Le linee guida allegate al Dpcm del 14 luglio non avevano reintrodotto il riempimento al 100%, ma una deroga al distanziamento sociale di un metro a certe condizioni che, se poste in essere, avrebbero aumentato la capacità dei vagoni, pur non permettendone il riempimento totale”

Disposizioni che con l’ordinanza firmata da Roberto Speranza dovranno tornare al rispetto del distanziamento con l’alternanza di posti pieni e vuoti.

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