Covid, stretta sulla movida in Piemonte: cosa prevede l’ordinanza di Cirio

Il governatore piemontese Alberto Cirio ha firmato il provvedimento che prevede misure restrittive per la movida

Chiusura notturna di tutte le attività commerciali al dettaglio, da mezzanotte alle 5 del mattino, ad esclusione delle farmacie. Arriva anche dal Piemonte l’ordinanza che nella pratica mira a limitare la movida, conformandosi alle disposizioni previste dall’ultimo Dpcm sulle misure anticontagio contro il Covid-19.

Coronavirus, coprifuoco attività in Piemonte: l’ordinanza

Il provvedimento, a firma del presidente della Regione Alberto Cirio, sarà in vigore dal 18 ottobre e avrà validità fino al 13 novembre e vieterà la vendita di alcolici dopo le 21 in tutte le attività commerciali, a parte per i ristoranti che fornisco il servizio di consumazione al tavolo, nei quali ci sarà invece l’obbligo di tenere un registro quotidiano delle presenze e dei contatti di tutti i clienti del locale seduti in sala.

Il governatore aveva già preannunciato nei giorni scorsi l’arrivo delle nuove disposizioni: “Avere il registro serve per poter avvisare le persone che c’erano, in modo che se si verifica un caso un positività, sia possibile isolare con rapidità i contatti” ha spiegato a Radio Capital.

“Sto facendo i controlli su tutti i valichi di confine con la Francia – ha aggiunto Cirio – perché nelle regioni di confine francesi con il Piemonte i contagi sono altissimi. Noi posizioneremo insieme alla protezione civile regionale dei punti di accesso proprio sulle aree di confine per garantire il presidio massimo e assoluto”.

Nell’ordinanza viene riaffermato il ruolo dell’Unità di crisi che, con effetto immediato, riprende la sua attività 24 ore su 24, fino al 31 gennaio 2021, con centrale operativa a Torino, nella sede che è anche del Dirmei, il Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive.

Coronavirus, coprifuoco attività in Piemonte: non si escludono lockdown

Il documento dispone infine l’obbligo per tutte le strutture residenziali socio-assistenziali di iscriversi alla piattaforma di monitoraggio Covid e di caricare con regolarità l’aggiornamento dei propri dati. Ad oggi sono solo 500 le Rsa che utilizzano questo strumento a fronte di più di 700 strutture presenti nel territorio.

Nonostante le nuove restrizioni, il responsabile del dipartimento prevenzione della Sanità della Regione, Bartolomeo Griglio, non esclude comunque la possibilità lockdown localizzati in Piemonte: “Non c’è ancora nulla di definito, ma dobbiamo essere pronti e stiamo definendo le priorità. Stiamo mettendo in piedi un panel di misure, che serviranno per fare i famosi lockdown limitati, cercando di salvaguardare le attività produttive e le scuole” ha spiegato nel corso della conferenza stampa sulle nuove linee guida per la gestione dei contagi a scuola.

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