Coronavirus, allarme farmaci: principi attivi bastano per tre mesi

Esclusa un'interruzione improvvisa della fornitura di medicinali, ma si sollecita un'azione europea per evitare un'emergenza futura

Fra le tante conseguenze che si porta dietro l’esplosione dell’epidemia di coronavirus non manca quella relativa alle scorte di farmaci, che rischiano di rivelarsi scarse nel caso l’emergenza si prolungasse oltre le previsioni.

Nessun allarme, al momento; non è minimamente contemplata l’ipotesi di interruzione improvvisa della fornitura di medicinali sul mercato nazionale. Tuttavia le possibili ripercussioni esistono a livello di mercato globale: la Cina è infatti il principale fornitore mondiale di intermedi di sintesi per la produzione di principi attivi destinati all’industria farmaceutica, soprattutto per alcuni medicinali essenziali come antidolorifici o antibiotici.

“Dai dati diffusi anche dall’Associazione europea dei produttori di generici e biosimilari – afferma il presidente Assogenerici, Enrique Häusermann, al Sole 24 Ore – lo stock di principi attivi attuale copre in media 3 mesi di richiesta produttiva per il prodotto finito ed è probabile che esistano scorte aggiuntive accumulate in previsione del tradizionale stop produttivo coincidente con la celebrazione del capodanno lunare vista della celebrazione del capodanno cinese. Se l’attuale situazione, soprattutto nei rallentamento dei trasporti, dovesse prolungarsi non si possono escludere impatti futuri sull’approvvigionamento”.

Gli stabilmenti cinesi
Nelle provincie cinesi di Hubei e Zhejian operano oltre 100 impianti produttivi di farmaci generici, mercato particolarmente sensibile alle variazioni dell’offerta di ingredienti primari. Per alcuni medicinali, l’80% delle materie prime proviene da Paesi extra-Ue in primis da Cina e India. Di conseguenza un eventuale blocco della produzione potrebbe avere un forte impatto sulla produzione globale. Ma sempre secondo Häusermann “servirà ancora qualche giorno per avere un quadro chiaro della situazione produttiva in Cina e valutare appieno i potenziali rischi futuri, al di là delle già emerse difficoltà nel trasporto delle merci”.

L’Agenzia europea dei medicinali
Stante la vulnerabilità del mercato, finora l’Agenzia europea dei medicinali non ha ricevuto alcuna segnalazione in merito all’interruzione dell’approvvigionamento di medicinali.
“Le nostre aziende stanno già assicurando la massima collaborazione alle autorità regolatorie nell’attività di monitoraggio e di condivisione delle informazioni inerenti la ripresa delle attività produttive in Cina – conclude Häusermann . – E va comunque sottolineato che autonome misure nazionali, fuori da un coordinamento europeo, potrebbero provocare effetti negativi e frizioni sull’intera supply chain farmaceutica. Riteniamo quindi fondamentale mantenere la gestione dell’argomento all’interno del contesto europeo”.

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