Controlli, spostamenti, sicurezza: la nuova circolare del Viminale per la fase 2

Dal 3 giugno spostamenti liberi in tutta Italia. Eventuali limitazioni potranno essere decise solo dallo Stato e non dalle regioni

Dal prossimo 3 giugno gli spostamenti in Italia tornano liberi. Ci si potrà muovere senza più alcuna restrizione su tutto il territorio nazionale, ma se ci dovessero essere dei campanelli d’allarme potrà essere solo lo Stato e non le diverse regioni a decidere eventuali limitazioni in specifiche aree del territorio nazionale ” secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in queste aree”. Non potranno dunque essere i singoli governatori a delimitare ingressi e uscite dai loro territori.

Arrivano dal Viminale le ultime indicazioni per i prefetti, contenute nella circolare inviata dal capo di gabinetto del ministero dell’Interno Matteo Piantedosi.

La circolare chiarisce anche gli spostamenti da e per l’estero, che tornano liberi alla stessa data del 3 giugno senza più la previsione di alcuna quarantena per chi arriva in Italia. “Potranno essere limitati – spiega il Viminale – solo con provvedimenti statali anche in relazione a specifici Stati e territori e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e degli obblighi internazionali”.

Ecco le misure della nuova circolare nel dettaglio.

Spostamenti tra regioni

“A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali” adottati in relazione “a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree”, si legge nella circolare a firma del capo di Gabinetto.
Anche gli spostamenti da e per l’estero potranno essere limitati solo con provvedimenti statali anche in relazione a specifici Stati e territori, sempre secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico, e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e degli obblighi internazionali.
È confermato il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus COVID-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata.

Controlli intensificati

In “ragione del prevedibile incremento dei flussi di traffico stradale, potrà essere valutata l’opportunità di un’intensificazione dei servizi in materia di sicurezza della circolazione in ambito urbano ed extraurbano”. In quest’ottica sarà quindi opportuno, si legge nella circolare, ”in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, procedere all’aggiornamento dei piani coordinati di controllo del territorio, opportunamente modulati in relazione alle esigenze che dovessero emergere nei rispettivi ambiti di competenza”.

Fase 2 e sanzioni

“Per le ipotesi di violazione delle disposizioni del decreto, ovvero dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’art. 650 codice penale (Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità), esse sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 19/2020”.

Sanzioni per le aziende

“Per i casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, è prevista la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni, nonché la possibilità per l’organo accertatore, ove necessario, per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, di disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, eventualmente da scomputare dalla sanzione accessoria definitivamente irrogata”.

“Da una lettura combinata delle suddette disposizioni del decreto legge in parola è, pertanto, da intendersi – si legge nella circolare – che la sospensione correlata al ripristino delle condizioni di sicurezza non possa non trovare un limite temporale di durata massima di 5 giorni, trascorsi i quali senza che il suddetto ripristino sia avvenuto, potrà essere adottata una nuova chiusura dell’attività o dell’esercizio”.

Collaborazione dei cittadini

“Nel fare rinvio alle indicazioni già fornite con precedenti circolari in merito all’esercizio delle funzioni e delle prerogative riservate dalla legge al Prefetto quale autorità provinciale di pubblica sicurezza – si legge ancora -, si confida nella consueta collaborazione anche “nel contribuire a rafforzare nei cittadini una consapevolezza diffusa dell’importanza di proseguire nell’adozione di comportamenti responsabili ed appropriati”.

Possibile ricomparsa della criminalità

La riapertura delle attività e il ritorno alla libera circolazione provocheranno una modifica dei servizi delle forze dell’ordine sul territorio. L’invito del Viminale è di una “crescente attenzione alla possibile ricomparsa di forme di delittuosità comune e di criminalità diffusa con la conseguente necessità di garantire adeguati livelli di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

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