Contributo affitto per i coniugi separati o divorziati: piano da 1,8 milioni in Lombardia

La misura di sostegno è stata stanziata dalla Giunta della Regione Lombardia: ecco i tempi e i requisiti per accedervi

Un contributo per gli affitti per coniugi separati o divorziati, succede in Lombardia dove la Giunta ha stanziato 1 milione 800 mila euro.

Si tratta di una somma riferita al 2018 ed è indirizzata a quei coniugi che hanno problemi economici per integrare il canone di locazione ed è stata stanziata dalla Giunta Regionale su proposta dell’assessore per le Politiche per la famiglia. L’assessore ha spiegato che la misura va ad incrementare i fondi che erano stati messi a disposizione nel 2016 e nel 2017, con un intervento che quindi proseguirà oltre il termine del 30 giugno 2019, fino al 29 maggio 2020.

Il sostegno della Regione è variabile in base alla tipologia di contratto. Il massimo ammonta a 3 mila euro per l’affitto a prezzo di mercato, per quello calmierato o concordato invece è di 2 mila euro.

Per poter accedere a questi aiuti si può presentare la domanda anche online (al sito http://www.siage.regione.lombardia.it), però fino al 30 giugno 2019 alle 17. Passo successivo sarà quello di verificare i requisiti. Al termine, se la persona che ha fatto domanda risulta idonea, verrà effettuato un bonifico entra 30 giorni dalla presentazione di tutta la documentazione.

Possono usufruire della misura di sostegno le persone separati o divorziati che rispondano a determinati requisiti. Innanzitutto quello di essere intestatari diretti (oppure in alternativa co – intestatari con familiari) di un contratto di locazione. Inoltre nel caso di co – intestazione con il coniuge prima della separazione, chi vi resta a vivere può far valere il contratto come requisito per l’ammissione, mentre non valgono quelli con nuovi conviventi.

Tra le altre caratteristiche che bisogna possedere c’è quella di essere residenti in Lombardia da almeno cinque anni. L’Isee in corso di validità, poi, deve essere inferiore oppure uguale a 20 mila euro. Inoltre possono richiedere la misura di sostegno coloro che hanno figli nati o adottati nel corso del matrimonio e che rientrano nello stato civile separato oppure divorziato.

È importante che chi fa la domanda non sia beneficiario di contributi regionali per il recupero della morosità incolpevole e non risulti assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà di Aler o dei Comuni. Eccezione, però, se il canone viene corrisposto a prezzo di mercato e non calmierato o concordato. Infine chi fa domanda non deve essere stato condannato con sentenza passata in giudicato per reati contro la persona o per i delitti del codice penale.

Fino ad oggi la Giunta ha indirizzato verso questa iniziativa 4,6 milioni di euro.

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