Come si forma un governo dopo che è stato approvato l’incarico

Ecco quali sono i passaggi necessari per formare un governo previsti dalla legge italiana

Dalla nota del Quirinale al voto di fiducia in Parlamento: un Governo non si forma in un solo passaggio, ma necessita di mosse ben definite. Ecco quali sono.

Il conferimento dell’incarico

Il primo passo prevede il comunicato rilasciato dal Quirinale con il quale il presidente della Repubblica annuncia di aver convocato la persona scelta dal Colle. Circa un’ora prima dell’arrivo al Colle del designato, viene aperta la sala stampa della Presidenza. Quando chi è stato designato arriva al Quirinale, il Capo dello Stato gli annuncia di volergli conferire l’incarico per formare il nuovo Governo.

A questo punto, la persona scelta può accettare con riserva: esattamente ciò che ha fatto Giuseppe Conte. Nei giorni successivi, avvengono le consultazioni con le forze politiche per compilare la lista dei ministri. Una volta compilata la lista, tornerà al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la lista, se l’incarico avrà esito positivo.

La nomina dei ministri e le cerimonie

Una volta presentata la lista dei ministri e sciolta la riserva, il presidente del Consiglio sale al Quirinale e propone la lista al Capo dello Stato, che, dopo averla accolta del tutto o con qualche variazione, nomina i ministri. Avviene quindi la cerimonia del giuramento, nel salone delle Feste del Quirinale. Il premier quindi si reca a palazzo Chigi, dove si svolge la cerimonia della campanella, che vede il passaggio di consegne con il premier uscente. La campanella è quella che viene suonata per aprire le riunioni del Consiglio dei ministri.

La prima riunione del Consiglio dei ministri

In seguito alla cerimonia della campanella, si svolge anche la prima riunione del Consiglio dei ministri. Il presidente scrive quindi il discorso che leggerà alle Camere per chiedere il voto di fiducia.

La fiducia in Parlamento

Il nuovo Governo si presenta alle Camere, presenta il programma con un discorso e chiede la fiducia. Segue un dibattito e il voto. Se il Parlamento vota la fiducia, il governo può iniziare a lavorare. Se invece il Parlamento non concede la fiducia, il premier sale al Quirinale e rassegna le dimissioni, al Capo dello Stato, che solitamente le accoglie.

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