Come reagiranno le imprese alle chiusure domenicali: il caso Ikea

Ikea: ecco quali saranno gli obiettivi del gruppo nei prossimi anni

Nuovo Governo, nuovi cambiamenti. E il tema di cui tanto si discute nelle ultime settimane, è il lavoro nei giorni festivi.

Soprattutto nelle grandi città, i consumatori sono stati ormai abituati ad avere tutto ciò che serve (dai beni di prima necessità, all’abbigliamento e allo svago) anche nei giorni non feriali. Pensiamo alle vetrine dei grandi marchi (ma non solo) che affollano le vie del centro e che danno la possibilità, a chi in settimana non può, di provare o acquistare un capo o un accessorio anche in un giorno festivo. Senza contare i centri commerciali, che con i loro grandi parcheggi, servizi e store posti all’interno, racchiudono tutto quello che si vorrebbe in alcuni metri quadri. E anche qui, il servizio è sempre assicurato: orario continuato (magari leggermente ridotto), ma anche di domenica o il 25 aprile.

Il nuovo progetto di legge, che riguarda appunto il lavoro nei giorni festivi, prevede che ogni Comune consenta l’apertura di non più del 25% dei negozi per ogni settore merceologico. Sono esenti i Comuni turistici per i quali invece, esiste una legislatura specifica.

Come reagiranno dunque le imprese alle chiusure domenicali? Ikea, il colosso svedese, specializzato nella vendita di arredamento per la casa e di oggettistica, è una di quelle imprese che consente ai consumatori di acquistare nei propri store anche nei giorni festivi.

E anche se Jesper Brodin, amministratore delegato del gruppo, non si è pronunciato su questo argomento durante l’intervista rilasciata al Corriere della Sera, è pur vero che quest’ultimo ha annunciato i nuovi cambiamenti che presto investiranno Ikea. Negli ultimi anni, la comunicazione della multinazionale è stata incentrata proprio con l’obiettivo di invitare le famiglie nei giorni non feriali a visitare lo store per toccare con mano i prodotti in vendita. Senza contare che anche la consegna e il montaggio dei mobili, possono essere effettuati, su richiesta del cliente, anche la domenica.

Brodin lancia una nuova strategia, per rendere Ikea sempre più accessibile al consumatore. Se cambiano le esigenze, mutano anche i servizi forniti: “La popolazione nel mondo si sta spostando sempre più verso le grandi città – spiega Brodin. Se nel 2015 solo il 30% viveva in grandi centri, nel 2030 il valore raddoppierà. Con tutto quello che ne consegue: mobilità ridotta, case più piccole. Elementi che ci pongono sfide interessanti. Sempre meno persone guidano automobili? Spostiamo i negozi dalla periferia al centro. Le case diventano più piccole? Creiamo mobili multifunzionali”.

L’obiettivo del gruppo è di diventare una compagnia sostenibile al 100% e che rispecchi le logiche di un’economia circolare. Inoltre, Ikea punta molto sulle nuove tecnologie, da sfruttare per proporre servizi innovativi, e sul web, un canale di informazione molto utilizzato dai consumatori ancora prima dello store vero e proprio.

“Del resto se non osi, se non vuoi valicare certi confini, a costo di perdere qualcosa, – prosegue Brodin – come fai a migliorarti? Noi vogliamo sperimentare e non possiamo certo farlo seduti alle nostre scrivanie. Dobbiamo provare”.

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