Come cambia il mondo assicurativo dopo il Covid-19

L'emergenza sanitaria ha cambiato profondamente il settore assicurativo in Italia, avvicinandolo alla generazione dei Millennials

Per le compagnie assicuratrici (così come per le aziende di moltissimi altri settori), dal marzo 2020 è di fatto iniziata una nuova era. Lo scoppio della pandemia mondiale causata dal SARS-CoV-2 ha letteralmente riscritto le regole di funzionamento del mercato e della finanza, costringendo alla chiusura (o al ridimensionamento) centinaia di migliaia di aziende in tutto il mondo (anche colossi apparentemente inscalfibili).

E, come accennato, le compagnie assicuratrici non sono state immuni dagli effetti del Covid, men che meno quelle italiane. Come emerge dalla relazione IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), i mesi della quarantena non solo hanno portato al blocco della distribuzione dei dividendi (per un totale di 4,4 miliardi di euro), ma hanno anche fortemente ridotto la solvibilità delle compagnie assicuratrici.

Allo stesso tempo, però, il Covid ha anche portato i più giovani – Millennium e Generazione Z – a ripensare il loro rapporto con i prodotti assicurativi. Se prima della pandemia le assicurazioni RC auto sembravano essere le uniche “interessanti” per gli under 30, con l’arrivo del Covid-19 e della quarantena forzata, molti hanno iniziato a guardare con sempre maggiore interesse anche ad assicurazioni vita, pensioni integrative e altro.

L’incidenza del Covid sulle compagnie assicurative italiane: la relazione annuale IVASS

Stando alla “Relazione sull’attività svolta dall’Istitutonell’anno 2019” presentata dall’IVASS a giugno 2020, vengono messi in evidenza gli effetti che l’emergenza sanitaria ha avuto sul settore assicurativo italiano nei primissimi mesi del 2020. In particolare, il Covid ha “agito” su tre diversi fronti:

  • Sulla solvibilità delle compagnie;
  • Sulla liquidità delle compagnie;
  • Sul numero di sinistri stradali.

Per quel che riguarda la solvibilità, si legge nella relazione IVASS, al momento si tratta solamente di una previsione. “L’aumento della volatilità dei prezzi delle attività finanziarie innescati dalla pandemia di COVID-19 incidono sulla posizione di solvibilità delle imprese assicurative. Stime dell’IVASS basate sui valori del bilancio prudenziale a fine 2019 indicano che la flessione delle quotazioni azionarie e l’ampliamento degli spread creditizi sui titoli di debito del primo trimestre del 2020 comportano una riduzione media del valore delle attività delle compagnie italiane pari al 7%“.

Questo, si legge nel rapporto, avrà un impatto anche sulla solvibilità delle compagnie, che dovrebbe calare di 35 punti percentuali, ma rimanere comunque al di sopra dei livelli di sicurezza. Secondo l’IVASS, infatti, l’indice dovrebbe calare al 200%, restando comunque al di sopra del 100% regolamentare.

Le difficoltà economiche che moltissime famiglie stanno incontrando, inoltre, inciderà sulla liquidità e la redditività delle imprese del settore, “principalmente a causa della crescita delle richieste di rimborsi degli assicurati per cancellazione di viaggi, interruzione di attività lavorative, escussione delle garanzie delle polizze dei rami credito, cauzione, malattia e assistenza”.

Sul fronte degli incidenti stradali, poi, si è registrato un drastico calo di denunce di sinistri. Un risultato che è l’ovvia conseguenza del blocco alla circolazione stradale e che potrebbe portare a un calo dei risarcimenti di quasi 2 miliardi di euro. Se così dovesse essere, si legge nella relazione IVASS, i premi delle assicurazioni auto dovrebbero calare mediamente di 40 euro per ogni veicolo.

Covid-19 e Millennials: come cambia la percezione verso le assicurazioni

L’emergenza sanitaria ha però influito pesantemente anche sul rapporto tra i giovani e le compagnie e la percezione che i primi hanno dei prodotti assicurativi. Come emerge dalla ricerca dell’Italian Insurtech Association (IIA) sulla relazione tra Millenials e assicurazioni nel post-Covid emerge chiaro un netto cambio di prospettiva.

Se fin allo scorso marzo solo il 23% degli over 23 aveva acquistato una polizza non RC Auto, dopo lo scoppio della pandemia ha fatto crescere esponenzialmente la percentuale di quelli oggi interessati a prodotti assicurativi non legati al mondo automotive. Stando alla ricerca, infatti, il 53% degli intervistati è oggi interessato a polizze sulla salute o sulla vita.

Si tratta, si legge sempre nella relazione dell’IIA, di una grande opportunità per tutte le compagnie assicuratrici, che dovranno però andare incontro alle esigenze e alle richieste dei più giovani. Questi ultimi, infatti, cercano polizze che siano chiare da comprendere e con un processo di acquisto quanto più semplice e immediato possibile. L’aspetto più importante, però, è un altro: il 78% guarda prima di tutto al prezzo.

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