Italia paese di pizzerie: come aprirne una e cosa sapere prima di farlo

Boom di pizzerie: quali sono gli accorgimenti da adottare prima di aprirne una

Che l’Italia sia conosciuta in tutto il mondo per la sua “pizza”, è una solida certezza. La regina del Bel Paese che non ha bisogno di presentazioni, ma che viene riproposta dappertutto e in diverse “salse”, è proprio lei.

Simbolo per eccellenza della convivialità, la Pizza con la “P maiuscola” si distingue per la freschezza degli ingredienti utilizzati e soprattutto per l’impasto. E che gli italiani la gradiscano, è confermato anche dalle sempre più numerose aperture di esercizi ristorativi che propongono pizza. Secondo il 2° Rapporto congiunturale del mercato e consumo della pizza in Italia a cura di Cna (Confartigianato) Alimentare, in Italia sono 128.248 le attività che vendono pizza e il settore è in crescita.

Dal 1° aprile 2018 a 31 marzo 2019 è stato registrato infatti un +1,1% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un settore particolarmente redditizio che prevede una produzione giornaliera di circa 8.000.000 pizze e una forza lavoro non indifferente.

La Campania ad esempio rappresenta la quinta regione d’Italia per densità di numero di pizze rispetto agli abitanti: sono infatti 17.401 le pizzerie, ovvero 1 esercizio ogni 335 abitanti.

Cosa sapere prima di aprire una pizzeria

Prima di intraprendere l’iter burocratico per aprire una pizzeria è bene considerare alcuni fattori. Come già accennato, di pizzerie ce ne sono tante in Italia. Certo, la pizza resta tra le pietanze più amate e apprezzate dagli italiani e non, ma proprio per la sua alta diffusione è bene partire con le idee chiare e fare un’analisi concreta del mercato.

Innanzitutto è importante sapere che aprire una pizzeria che funga da asporto, da sola pizzeria con servizio al tavolo o da ristorante pizzeria che propone anche altre portate, richiede costi, gestione e spazi differenti. Stessa cosa anche per l’attrezzatura necessaria per lo svolgimento del lavoro: il forno a legno potrebbe essere una soluzione qualitativa ideale, ma bisogna capire se il locale selezionato per l’attività permette questo tipo di impianto senza che ci siano conseguenze sulla salute di altre persone.

Inoltre, un buon business plan dove valutare benefici ed eventuali rischi dell’attività rappresenta il primo passo da compiere. Meglio agire senza rischi eccessivi e con la consapevolezza delle spese che dovranno essere affrontate e di quali potrebbero essere i possibili ricavi. E poi, è bene curare alcuni “piccoli” dettagli che però possono fare la differenza. Ad esempio un bravo pizzaiolo che riesce a sfornare pizze di qualità può essere un elemento di successo, così come decidere se impostare la propria attività su un solo stile di pizza fatto bene, piuttosto che proporre una varietà immensa di pizze, ma realizzate con minore attenzione.

Aprire una pizzeria: i requisiti

L’apertura di una pizzeria comporta attività simili a quelle relative agli altri esercizi comerciali. Dunque, nel caso in cui si decide di optare per il rilevamento di un locale già avviato, la gran parte della burocrazia sarà stata già avviata. Diversamente, sarà necessario chiedere:

  • l’autorizzazione presso il Comune di riferimento;
  • ottenere la certificazione Haccp;
  • effettuare l’iscrizione alla Camera di Commercio, all’Inps e all’Inail;
  • aprire partita Iva;
  • farsi rilasciare dall’Asl la certificazione di conformità alla normativa igienico-sanitaria.

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