Chiusura discoteche, arriva la decisione: accordo tra Governo e Regioni

L'Esecutivo vuole chiudere le discoteche già a partire da domani, incontrando però la resistenza di alcune Regioni

L’Esecutivo ha compiuto un passo in più verso la chiusura di discoteche, sale da ballo e qualunque altro locale nel quale possono tenersi serate danzanti. Dopo le discussioni dei giorni passati – e le polemiche delle ultime ore – il Governo ha deciso di passare ai fatti.

Nel corso di una teleconferenza, la delegazione governativa (composta dal ministro della Salute Speranza, il ministro agli Affari Regionali Boccia e il ministro allo Sviluppo Economico Patuanelli) ha esplicitamente richiesto ai rappresentanti della Conferenza delle Regioni (Stefano Bonaccini, Luca Zaia, Alberto Cirio, Donato Toma, Giovanni Toti e Massimiliano Fedriga) di disporre la chiusura delle discoteche a partire dalla giornata di domani. Il Governo, infatti, non intende più concedere alcuna deroga allo stop già presente nel DPCM firmato dal Premier Conte lo scorso 7 agosto.

A questo dovrebbe aggiungersi l’obbligo di utilizzare le mascherine anche all’aperto, in tutti quei luoghi dove non è possibile far rispettare il distanziamento sociale.

Chiusura discoteche, la decisione del Governo

Come detto, la chiusura di discoteche, sale da ballo e locali nei quali è possibile organizzare serate danzanti è di fatto già stabilita dal DPCM del 7 agosto, con il quale si dispone la sospensione delle “attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso”. Una disposizione rimasta in gran parte disattesa grazie a delle ordinanze delle singole giunte regionali che consentivano ai locali di restare aperti in deroga al dettato del Decreto.

Stando a quanto emerso dalla conferenza tra Governo e Regioni che si sta tenendo in questi minuti, l’Esecutivo non vorrebbe più concedere deroghe locali, favorendo così l’applicazione di un’unica normativa su tutto il territorio nazionale. Una nuova ordinanza a firma del ministro Speranza dovrebbe disporre la sospensione “all’aperto o al chiuso, delle attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico”.

A quanto si apprende, però, il “decisionismo” governativo si sta scontrando con l’opposizione di alcuni presidenti di Regione, che vorrebbero concedere un’ulteriore settimana ai gestori dei locali prima di emanare ordinanze in linea con il DPCM del 7 agosto.

La protesta dei gestori

Sin dalla mattinata di oggi, quando l’ipotesi chiusura iniziava a farsi piuttosto concreta, i gestori di locali e discoteche avevano fatto sentire forte la loro voce di protesta. Il Sindacato dei locali da ballo, in particolare, lamenta l’assenza di misure di sostegno a favore del settore e chiede di ripensare una decisione che, a loro dire, metterebbe a rischio un fatturato annuo di oltre 4 miliardi di euro.

Nel corso della conferenza, il ministro Patuanelli ha messo sul tavolo misure di ristoro per 100 milioni di euro, ma non è da escludere che la cifra possa salire nelle prossime settimane.

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