Carburanti, da oggi si cambia: arrivano le nuove etichette Ue

La benzina diventa E, il gasolio è B in osservanza, appunto, della direttiva Ue

(Teleborsa) Non stupitevi se da oggi in poi, quando vi recherete dal vostro benzinaio di fiducia per chiedere un pieno di gasolio vi risponderà: “B7 o B10?”. Debuttano, infatti, le sigle imposte dalla nuova etichettatura europea sui diversi tipi di carburante che, dunque, da oggi cambiano nome.

D’ora in avanti, dunque,  per identificare gasolio, verde, gpl e metano, al distributore verranno utilizzate etichette e sigle, posizionate ovviamente sia sugli erogatori che sui serbatoi dei nuovi veicoli. Entra infatti in vigore, nell’Unione Europea, l’obbligo di apporre sulle auto appena immesse sul mercato e su tutte le pompe delle stazioni di rifornimento e di ricarica le etichette carburante conformi allo standard definito nella norma EN 16942. 
CERCHI, ROMBI E QUADRATI – Tali etichette, contrassegnate da una forma geometrica contenente lettere e numeri, consentiranno dunque ai conducenti dei veicoli di scegliere in maniera corretta i carburanti adatti in tutta Europa.
LA DIRETTIVA UE –  È l’effetto, appunto, di un regolamento europeo del 2014, recepito in Italia nel 2017, pensato con la finalità di facilitare gli automobilisti a scegliere il carburante adatto anche in Paesi diversi dal proprio.  Tale etichettatura, a partire da oggi, vige in tutti i 28 Stati membri dell’UE, nei Paesi dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Lichtenstein, Norvegia), ma anche in Serbia, Macedonia, Svizzera e Turchia. Anche sui nuovi veicoli prodotti in UE e destinati al mercato britannico continueranno ad essere presenti le etichette, indipendentemente dalle decisioni di questo Paese sull’applicazione delle regole UE dopo la Brexit.
LE NUOVE SIGLENumeri, ma anche cerchi, rombi e quadrati.  Le nuove etichette, infatti, avranno delle lettere e dei numeri inscritti all’interno di tre diverse forme geometriche: la sagoma di quelle per la benzina è circolare, quella delle etichette per il gasolio è quadrata mentre quella per i carburanti gassosi è a forma di rombo. All’interno lettere e dei numeri: la ‘B’ per il gasolio (più un eventuale numero che indica la percentuale di biocarburante) oppure ‘XTL’ per il gasolio sintetico; ‘H2’ per l’idrogeno; ‘CNG’ per il gas naturale compresso; ‘LPG’ per il Gpl; ‘LNG’ per il gas naturale liquefatto. Per quanto riguarda la benzina, verrà utilizzata la sigla ‘E’ affiancata da un numero che indicherà la percentuale di etanolo contenuta.
Diversi i motivi che hanno reso necessarie le nuove norme – “L’etichetta, si legge in una nota congiunta di Anfia, Up, Confindustria Ancma e Assopetroli, vuole essere semplicemente uno strumento visivo per aiutare i consumatori nella scelta del carburante appropriato per il proprio veicolo”. In particolare per Up: “Il cambiamento nasce anche dall’esigenza di rendere uniforme, in un contesto di sviluppo dei carburanti alternativi, le etichette in Europa, evitando confusione nei rifornimenti tra un Paese e l’altro”. 
C’è anche un importante aspetto di trasparenza verso i consumatori. “Questa nuova normativa avvicinerà la rete italiana agli standard europei, dando al consumatore certezza sulla qualità e composizione dei prodotti che immette nel serbatoio del proprio veicolo”, sottolinea Martino Landi, presidente di Faib-Confesercenti.
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