Fondazione Gimbe, calo preoccupante per i tamponi: le regioni che stanno peggio

Dall'analisi dei dati disponibili, emerge che le regioni dove il virus è più attivo hanno effettuato un numero inferiore di test

Nelle ultime settimane il numero di contagiati dal nuovo Coronavirus è decisamente calato, facendo ben sperare per la fase di riaperture che Governo e Regioni stanno concordando. Secondo la Fondazione Gimbe, però, non è tutto oro quello che luccica: dietro la fase regressiva della malattia si nasconderebbe un preoccupante calo nel numero di tamponi effettuati.

E, cosa ancora peggiore, questo calo si registra in particolare nelle Regioni nelle quali la circolazione del virus è ancora sostenuta. Così, dopo aver attirato le ire della Regione Lombardia (che nasconderebbe i reali dati dell’infezione), la Fondazione diretta dal dottor Nino Cartabellotta attacca nuovamente il sistema di tracciamento dei nuovi contagiati delle regioni italiane.

Tamponi Coronavirus: calo preoccupante a ridosso delle aperture

Stando all’analisi dei dati effettuata dagli esperti della Fondazione Gimbe, nei giorni immediatamente precedenti la Fase 2 e la riapertura delle attività (il 4 maggio e il 3 giugno, in particolare), sono stati effettuati migliaia di tamponi in meno in tutta Italia. In particolare, nella settimana tra il 28 maggio e il 3 giugno (complici anche i molti giorni festivi) si è registrato un calo del 18,1% dei test effettuati.

“L’attività di testing – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione – finalizzata all’identificazione dei nuovi casi, alla tracciatura dei contatti e a loro isolamento continua a non essere una priorità per molte Regioni: purtroppo, nella gestione di questa fase dell’epidemia, in particolare dove la diffusione del virus non sembra dare tregua, la strategia delle 3T non è adeguata”.

Tamponi Coronavirus: quali sono le regioni che ne fanno di meno

Tra il 4 e il 10 giugno, invece, si assiste a una leggera crescita nel numero generale dei tamponi effettuati (+5% circa), ma la situazione nelle singole regioni è piuttosto frammentata. Se a un estremo troviamo l’Emilia Romagna che ha aumentato il numero di tamponi settimanali di oltre 5 mila unità, all’altro troviamo la Lombardia che ha continuato a diminuire i test, facendo segnare -2.576 tamponi rispetto alla settimana precedente.

Sulla stessa lunghezza d’onda della regione amministrata da Attilio Fontana troviamo anche Veneto e Campania che, con oltre 2.000 tamponi in meno su base settimanale, occupano la penultima e terzultima posizone della graduatoria dei tamponi effettuati tra 4 giugno e 10 giugno.

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