Brexit, nuove regole per i cittadini Ue: obbligatori passaporto e visto elettronico

Stretta sui turisti Ue: per andare nel Regno Unito saranno necessari passaporti e visto elettronico. Le nuove regole entreranno in vigore dal 2021, ma solo in caso di vittoria dei Tory

In caso di vittoria dei conservatori alle prossime elezioni del 12 dicembre e, di conseguenza, dell’uscita dalla Ue, per andare nel Regno Unito sarà obbligatorio chiedere un’autorizzazione online almeno tre giorni prima della partenza. E per i viaggi non saranno più valide le carte d’identità, ma occorrerà il passaporto.

È stato il ministro dell’Interno Priti Patel ad annunciare le nuove misure, che avranno un impatto anche sui turisti dall’Unione europea, dichiarando che si tratta di una “conseguenza inevitabile di Brexit” e di una necessità di “tutelare la sicurezza del Regno Unito”.

Brexit, quali sono le nuove misure

I turisti provenienti dai Paesi Ue, Italia compresa, dovranno ottenere un visto elettronico almeno tre giorni prima di partire per la Gran Bretagna. Il visto, che si potrà ottenere online, è simile all’Electronic Travel Authorisation (Eta) usata da tempo dagli Stati Uniti e avrà una durata massima di tre mesi. Per una permanenza oltre i tre mesi servirà un permesso di lavoro.
Non solo: la carta d’identità utilizzata finora per viaggiare non sarà più sufficiente a superare la frontiera britannica ma sarà necessario il passaporto.
Inoltre, gli europei con alcune condanne in passato (ancora non sono specificate di che tipo) saranno rispediti anche loro nel Paese di origine. E, affinché nessuno faccia il furbo scavallando i tre mesi di permanenza in Regno Unito permessi dal visto turistico, il ministero dell’Interno britannico porrà in vigore anche un sistema di conteggio “In & Out”, ossia un calcolo di quanti europei sono entrati e quanti sono usciti dal Paese in un certo periodo di tempo.

Quando entreranno in vigore le nuove regole

Le nuove regole entreranno in vigore solo se il partito conservatore vincerà le elezioni del 12 dicembre. In tal caso il premier Boris Johnson intende far approvare in tempi stretti l’accordo da lui concordato con la Ue e attuare Brexit entro la scadenza prevista del 31 gennaio 2020. Scatterebbe poi il periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020. Salvo accordi diversi, la stretta sull’immigrazione diventerebbe quindi realtà il primo gennaio 2021. Viceversa, se ci sarà una vittoria a sorpresa dell’opposizione laburista, allora le regole sull’immigrazione potrebbero non entrare in vigore o essere sostanzialmente modificate.

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