Brexit, l’Italia si prepara: le linee guida pubblicate dall’Agenzia delle Dogane

L'Agenzia delle Dogane fornisce alcune indicazioni su cosa fare in caso di uscita senza accordo da parte del Regno Unito

Mancano 31 giorni all’ora X. Entro il 31 ottobre, infatti, Unione Europea e Regno Unito dovranno definire i termini della Brexit onde scongiurare quella che in gergo viene definita hard Brexit.

In quest’ultimo caso, la separazione non sarebbe affatto consensuale (Brexit no-deal) e, di punto in bianco, le merci prodotte dagli Stati dell’UE non potrebbero entrare nel Regno Unito e viceversa. Uno scenario che diversi analisti (inclusi alcuni vicini allo stesso Governo di Londra) hanno definito “apocalittico”: si prevedono lunghissime code di TIR in ingresso e in uscita dal Paese, con cibi freschi e medicinali che potranno terminare nel giro di pochissimi giorni. La diplomazia sta lavorando, da tempo ormai, per evitare che ciò accada, ma resta comunque un’ipotesi da non scartare a priori.

In vista di un appuntamento così importante – il settore agroalimentare, tanto per citarne uno, ha nel Regno Unito uno dei principali partner commerciali – l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato una nota sul proprio sito web (la 126091 del 24 settembre 2019) con la quale fornisce indicazioni utili alle aziende con attività di import ed export nel Regno Unito.

In particolare, l’Agenzia delle Dogane fa riferimento al documento “Nota di orientamento sul recesso del Regno Unito e questioni connesse alle dogane in caso di mancato accordo” realizzato dalla Commissione Europea e, come dice il nome, contenente informazioni su come comportarsi in caso di uscita del Regno Unito senza accordo con la controparte continentale. La nota dell’organismo di Bruxelles era stata pubblicata già lo scorso marzo, ma in inglese. A sei mesi di distanza arriva anche la traduzione in lingua italiana.

Nella “Nota di orientamento” vengono esplicitati i casi nei quali è necessario iniziare a prepararsi alla Brexit no-deal e come comportarsi se la propria azienda ha, in una qualche maniera, relazioni commerciali con il Regno Unito. In particolare, il documento della Commissione mette in evidenza quali sono i passaggi da effettuare per regolarizzare la propria posizione per evitare di incorrere in problemi nel caso in cui si effettuino delle operazioni “a cavallo” della data del 31 ottobre.

Molto utili, da un punto di vista pratico, i documenti “Scenari economici per il transito legati alla Brexit” e “Scenari economici per l’esportazione legati alla Brexit”, nei quali vengono forniti esempi pratici su cosa potrebbe accadere in caso di mancato accordo tra le parti.

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