Bonus vacanze fruito per errore: va restituito nella dichiarazione dei redditi

In caso di bonus vacanze fruito per errore, si può rimediare nella dichiarazione dei redditi 2021 e restituirlo senza sanzioni e interessi

Se il bonus vacanze è stato indebitamente fruito, lo si può restituire senza sanzioni e interessi, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, compilando gli appositi campi del modello prescelto.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con il messaggio n. 66 del 1° febbraio 2021, in risposta a un contribuente che aveva compilato in modo errato il modello Isee per poter usufruire del rimborso di 500 euro introdotto la scorsa estate a beneficio di chi soggiorna in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast.

Bonus vacanze fruito per errore, cosa fare

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che, qualora il contribuente si renda conto di aver indebitamente fruito del bonus vacanze, avendo compilato in modo scorretto il modello Isee utile per la fruizione del tax credit, lo stesso può essere restituito in sede di presentazione della dichiarazione 2021 (730 o Redditi PF). Senza sanzioni e interessi. E non c’è alcun impatto per la struttura che ha applicato lo sconto.

Nel suo messaggio l’Agenzia conferma infatti che il recupero dell’agevolazione riguarda esclusivamente il soggetto beneficiario e non anche il cessionario del tax credit. Per la struttura, o in generale per il fornitore dei servizi, che ha applicato lo sconto previsto non c’è alcun impatto: non perde il diritto ad utilizzarlo in compensazione.

Bonus vacanze fruito per errore, il caso

L’Agenzia risponde a un caso pratico di un contribuente che dichiara di aver indebitamente usufruito del bonus e che “l‘errore è stato determinato da una non corretta compilazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (di seguito ISEE). Tanto premesso, l’istante chiede di conoscere le modalità per sanare la violazione commessa e se la stessa possa essere regolarizzata attraverso l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997,n. 472.”

Con la risposta all’interpello numero 66 del 1° febbraio 2021, l’Agenzia delle Entrate chiarisce:

Qualora l’80 per cento del tax credit vacanze sia stato indebitamente fruito, lo stesso può essere restituito, senza sanzioni ed interessi, in sede di presentazione della dichiarazione (730 o REDDITI PF), mediante la compilazione degli appositi campi del modello prescelto”.

Ricordiamo che l’agevolazione può arrivare fino a un massimo di 500 euro, in base alla composizione del nucleo familiare. L’accesso al beneficio segue un doppio binario:

  • l’80% della somma a cui si ha diritto è accessibile tramite sconto sull’importo dovuto al fornitore del servizio turistico che, a sua volta, lo recupera sotto forma di credito di imposta;
  • il 20% restante sotto forma di detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020 o 2021, in base all’anno in cui è avvenuto l’utilizzo.

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