Bonus 600 euro Inps, è caos sulla domanda: sito in tilt e cambiano le istruzioni

Dal 1 aprile autonomi e partite Iva possono fare domanda per l'indennità da 600 euro per il Coronavirus. Ma il sito non funziona, e le vecchie informazioni sono misteriosamente scomparse

Se ci fosse voglia di scherzare, verrebbe da dire che è un bel pesce d’aprile. E invece, purtroppo, non è per nulla uno scherzo. Partono oggi 1 aprile le domande tramite il sito Inps degli ormai famosissimi bonus 600 euro per lavoratori autonomi e partite Iva. Ma è già caos.

Il sito è in tilt. QuiFinanza ha fatto una prova tentando di accedervi dalle 7 di mercoledì 1 aprile ma niente, almeno fino alle 9.30 non si è nemmeno aperto. Figuriamoci provare a inoltrare la domanda per i bonus. Ma non è tutto qui. Oltre al lato operativo, anche a livello di comunicazione non è andata benissimo.

sito inps bonus 600 euro

Il pasticcio della comunicazione

In un primo momento l’Inps aveva comunicato che dall’1 aprile le domande per l’indennità da 600 euro sarebbero state valutate in ordine cronologico: tradotto, chi arriva prima prende il bonus, gli altri dovranno aspettare. Poi, in un secondo momento, ha negato il click day e cancellato l’informativa online.

“L’Inps riconosce l’indennità in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande” si leggeva, tenendo conto dei limiti di spesa complessivi imposti dal decreto Cura Italia (qui lo speciale di QuiFinanza), che di fatto obbligano l’Istituto a stabilire un criterio di distribuzione dei 3 miliardi stanziati, che coprirebbero 5 milioni di lavoratori.

La smentita: niente click day e ordine cronologico

Ma poi arriva la smentita. “Non ci sarà alcun ordine cronologico e le domande potranno essere inviate anche nei giorni successivi all’1 aprile collegandosi al sito e cliccando sul banner dedicato”, assicura il presidente dell’Inps Pasquale Tridico. La confusione regna sovrana. Lo stesso Tridico aveva spiegato nei giorni scorsi che non ci sarebbe stato il click day, a differenza dei primi rumors circolati.

Eppure, fino a poche ore fa, quando ancora il sito Inps era accessibile, campeggiavano persino le istruzioni per ogni categoria di lavoratore, poi misteriosamente scomparse.

Già 300mila domande, per chi ce l’ha fatta

Intanto, l’Inps fa sapere di aver già ricevuto, tra mezzanotte e questa mattina presto, già 300mila domande regolari. “Adesso stiamo ricevendo 100 domande al secondo” ha spiegato il presidente Tridico. “Una cosa mai vista sui sistemi dell’Inps, che stanno reggendo, sebbene gli intasamenti sono inevitabili con questi numeri” (su quanto stia “reggendo” il sito abbiamo già detto). E ribadisce: “Non c’è fretta. Come abbiamo detto più volte le domande possono essere fatte per tutto il periodo della crisi, anche perché il Governo sta varando un nuovo provvedimento sia per rifinanziare le attuali misure sia per altre”.

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