Bollette, come funziona il rimborso automatico

L'ARERA ha stabilito le modalità per il rimborso in caso di mancata erogazione dell'energia elettrica

Se va via la corrente da casa (ma anche in ufficio o azienda) senza preavviso, il fornitore di energia vi deve un rimborso. Lo stabilisce l’ARERA, l’autorità per l’energia, le reti e l’ambiente che ha recentemente reso noti gli indennizzi 2018 che i vari fornitori dovranno restituire ai loro utenti.

Nello specifico, l’Autorità di controllo del settore ha sancito che per il 2018 i fornitori di energia elettrica dovranno restituire 45 milioni di euro, derivanti dalle interruzioni non programmate e prolungate avvenute proprio nel corso dell’anno scorso. Le somme verranno restituite ai cittadini vittime dei disagi sotto forma di sconti in bolletta: nei prossimi conti energetici, dunque, potreste trovare un accredito che andrà a ridurre il totale da pagare al vostro fornitore.

Ma quando scatta il rimborso per mancanza di elettricità? Nelle direttive dell’Autorià per l’energia vengono individuate due diverse casistiche: le interruzioni con preavviso per lavori programmati e le interruzioni senza preavviso. Le prime sono quelle dovute all’esecuzione di lavori di manutenzione e che devono essere comunicate con almeno con 24 ore di anticipo in caso di emergenze o, nelle altre casistiche, con 3 giorni di anticipo. Le seconde, invece, dipendono da cause e fattori esterne e si dividono in lunghe (oltre i 3 minuti di interruzione), brevi (al di sotto dei 3 minuti) e transitorie (per una frazione di secondo).

Sia per le interruzioni con preavviso sia per quelle senza preavviso il tempo massimo di ripristino dell’elettricità è di 8 ore. Trascorso questo lasso di tempo scattano i rimborsi automatici (non devono essere richiesti) che, come detto, verranno accreditati direttamente in bolletta sotto forma di sconto. Per le utenze domestiche con potenza uguale o inferiore ai 6 kWh si parte da un indennizzo minimo di 30 euro, che aumenta di 15 euro ogni 4 ore di interruzione ulteriore. L’indennizzo massimo riconosciuto agli utenti domestici è di 300 euro.

Ovviamente, ci sono anche dei casi in cui i rimborsi non verranno riconosciuti, nonostante le interruzioni della fornitura oltrepassino il limite delle 8 ore. Come chiarisce l’ARERA, infatti, i fornitori non devono riconoscere un indennizzo nel caso in cui l’interruzione sia causata da una calamità naturale. L’azienda, comunque, è tenuta a registrare l’evento nel cosiddetto “Registro delle interruzioni”, in modo che a un eventuale controllo risulti la motivazione del mancato rimborso in bolletta.

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