Beirut, a cosa serve il nitrato di ammonio: dal concime alle bombe

Le 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio stoccate nell'hangar 12 del porto di Beirut avrebbero causato la tragica esplosione: tutti gli usi della sostanza chimica

L’esplosione di Beirut ha causato almeno 135 vittime e oltre 5 mila feriti, con decine di persone che risultano ancora disperse. A causarla, un incendio scoppiato nell’hangar 12 del porto della capitale del Libano dove da sei anni veniva stoccato il nitrato d’ammonio, un prodotto ad altissimo rischio. Sono partite diverse indagini, la pista primaria è l’errore umano: l’esplosione potrebbe essere stata una conseguenza di una svista degli operai presenti nell’area.

Le tonnellate di nitrato d’ammonio sono al centro di tutte le inchieste, con le autorità portuali, i servizi doganali e i responsabili di sicurezza che si rimpallano le responsabilità. Nel frattempo il governo ha disposto gli arresti domiciliari dei responsabili del deposito.

Che cos’è il nitrato d’ammonio e per cosa si usa

Il nitrato d’ammonio è un composto chimico usato per produrre l’ammonal e l’Anfo, due potenti esplosivi solitamente creati per uso civile. Il nitrato d’ammonio si ottiene combinando l’ammoniaca e l’acido nitrico, appare in forma di sale cristallino incolore e, se scaldato, assume forma gassosa. L’innesco ha una sensibilità talmente bassa da rendere gli esplosivi che lo contengono molto più sicuri. Economico è sinonimo di facilmente reperibile: il nitrato d’ammonio uno dei prodotti preferiti dai terroristi per la fabbricazione di bombe.

È anche un fertilizzante: si tratta infatti di uno dei più importanti composti azotati usati come concimi nell’agricoltura. La sua caratteristica principale è la capacità di contenere al suo interno sia l’azoto immediatamente utilizzabile da parte della pianta (nitrato), sia l’azoto a lento rilascio che viene assorbito dalla pianta nel tempo (ammoniacale).

Il nitrato d’ammonio è usato poi anche nella medicina sportiva, dato che reagisce endotermicamente con l’acqua formando il cosiddetto ghiaccio istantaneo, che si applica sui traumi.

Perché nell’hangar 12 c’era il nitrato d’ammonio

Il governo libanese ha chiesto l’arresto di tutte le persone coinvolte nello stoccaggio del nitrato d’ammonio dall’arrivo del carico a Beirut nel 2013 fino all’esplosione di ieri. Il 20 novembre 2013, infatti, aveva fatto scalo in città la Rhosus, una nave battente bandiera moldava ma proveniente dalla Georgia, con destinazione Mozambico. A bordo trasportava 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. Il mezzo si era fermato temporaneamente in Libano per problemi tecnici, ma il carico era comunque stato portato a terra.

Secondo fonti di sicurezza libanesi, infatti, una società di Beirut avrebbe presentato un reclamo contro quella cui apparteneva la nave, spingendo la magistratura a metterla sotto sequestro. Quasi tutto l’equipaggio, ucraino, venne rimpatriato perché in “pericolo imminente” a causa della natura esplosiva del carico, sistemato nell’hangar numero 12, dedicato alle merci sequestrate.

Nel 2019 la Sicurezza di Stato del Libano ha avviato un’indagine su quel carico, in seguito a diverse denunce scattate per i cattivi odori emanati dall’hangar. Nel rapporto era scritto che quelle sostanze andavano spostate perché pericolose, ma anche che le pareti dell’hangar 12 presentavano delle fenditure, che andavano quindi riparate. Forse proprio i lavori di manutenzione hanno causato l’esplosione.

Dopo l’incidente, il direttore delle dogane Badri Daher ha reso immediatamente pubblica una lettera inviata nel dicembre 2017 alle autorità competenti in cui chiedeva, come in altre missive precedenti, di trasferire il carico all’estero o di venderlo a una compagnia locale. Amnesty International ha chiesto un’indagine indipendente.

Le ipotesi dell’esplosione: dall’incidente all’attentato

Le indagini sono ancora in corso, le ipotesi sulla causa dell’esplosione sono ancora diverse. Oltre all’errore umano, magari di un operaio durante i lavori di saldatura all’interno dell’hangar, c’è chi non crede alla pista della fatalità e dell’incidente. Danilo Coppe, esplosivista intervistato dall’Adnkronos, ha detto che a saltare in aria potrebbe essere stato un deposito di armamenti. Secondo l’esperto, il nitrato di ammonio “da solo non fa quasi nulla, bisogna che sia catalizzato con qualche altra sostanza. E comunque se fossero state 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio sarebbero stati cento container, ma in quel caso non ci sarebbe stata una esplosione simultanea e avremmo avuto un fumo giallo chiaro mentre era color mattone tendente al rosso, colori che indicano più chiaramente la presenza di litio e in parte di sodio. Il litio, sotto forma metallica, è utilizzato per esempio come propellente per i razzi di guerra, missili militari”.

C’è poi chi accusa Israele di aver innescato la sequenza esplosiva che ha devastato Beirut e chi punta invece il dito contro Hezbollah, colpevole di aver lasciato depositi di armi nel porto di Beirut nel pieno centro della città.

Altri disastri causati dal nitrato d’ammonio

La capacità di distruzione delle 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio è stata calcolata essere equivalente tra le 1.200 e 1.300 tonnellate di Tnt. Oltre al disastro di Beirut, questa sostanza in passato ha causato altri incidenti a livello industriale. Per esempio il disastro di Texas City, in cui un’esplosione equivalente a una piccola testata nucleare uccise 581 persone. O ancora il disastro di Halifax, con 2 mila vittime. Senza dimenticare la bomba al nitrato di ammonio fatta esplodere il 19 aprile 1995 a Oklahoma City, che uccise 168 persone e ne ferì circa 850. L’ordigno era stato piazzato su un camion parcheggiato nel centro della città: la deflagrazione provocò danni a oltre 300 edifici.

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