Vertice Ue su Recovery fund: la nuova proposta dell’Italia

Il presidente Conte impegnato in un faccia a faccia con l'olandese Rutte per i negoziati sul Recovery Fund

I negoziati al vertice Ue proseguono senza esclusione di colpi e Giuseppe Conte gioca le sue carte. Il presidente del Consiglio risponde con una nuova proposta, al documento comune presentato al Consiglio europeo di Bruxelles dai Paesi definiti “frugali”, con Olanda in testa,  nel quale si avanza la richiesta di tagliare di 155 miliardi di euro i sussidi.

La proposta dell’Italia

Il presidente Conte ha rilanciato con l’offerta di modifica di quel meccanismo che potrebbe bloccare in fase di attuazione l’erogazione dei fondi del Recovery fund. Il governo italiano, infatti, si è opposto fin dall’inizio alla richiesta del primo ministro olandese Mark Rutte di prendere le decisioni sui piani di riforma nazionali in Consiglio europeo, con votazione all’unanimità, e la possibilità quindi che il voto anche di un solo paese dei 27 potesse bloccare i finanziamenti. Fonti italiane spiegano che la nuova proposta presentata all’Ue prevederebbe che le decisioni vengano prese “a maggioranza qualificata e non all’unanimità“.

Per questo è ancora in corso in questo momento negli uffici della delegazione italiana al Consiglio europeo, un incontro con il primo ministro olandese Mark Rutte e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Il compromesso di Michel

Durante la lunga giornata di trattative il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha messo sul tavolo una nuova proposta di compromesso che dovrebbe prevedere una riduzione di soltanto 50 miliardi delle sovvenzioni a fondo perduto, portando la cifra da 500 a 450 miliardi, e un incremento di 15 miliardi della parte dei prestiti. Con un ammontare totale del Recovery Fund resterebbe comunque 750 miliardi.

Secondo fonti diplomatiche, citate da Tgcom24, Svezia, Olanda, Austria e Danimarca, ad un certo punto dei negoziati avrebbero presentato un documento in cui si chiederebbe addirittura di non superare i 150 miliardi di sussidi come limite massimo.

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