Banche, vittoria per i risparmiatori: al via gli indennizzi

Attivata la procedura degli indennizzi per i risparmiatori truffati dalle banche

Arrivano finalmente gli indennizzi per i risparmiatori truffati dalle banche.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’ultimo decreto attuativo per l’attivazione del Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), parte ufficialmente la procedura per il rimborso dei risparmiatori truffati dalle banche. Lo comunica il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Già da oggi, giovedì 22 agosto, i soggetti interessati potranno registrarsi sul portale fondoindennizzorisparmiatori.consap.it, compilare la domanda in tutte le sue parti, caricare gli allegati richiesti, produrre la domanda compilata in formato pdf da stampare e firmare, caricare la domanda firmata e infine inviarla telematicamente. Sul portale sono presenti tutte le informazioni e le istruzioni per la compilazione.

La domanda di indennizzo potrà essere presentata esclusivamente in via telematica, accompagnata da idonea documentazione, a decorrere dal 22 agosto 2019 e per i 180 giorni previsti dalla normativa. I risparmiatori avranno dunque sei mesi di tempo.

Il Fondo Indennizzo Risparmiatori erogherà indennizzi agli azionisti e agli obbligazionisti truffati delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018: Banca Etruria, Banca delle Marche, Cassa di risparmio della Provincia di Chieti, Cassa di risparmio di Ferrara, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e le loro controllate.

Il Fondo Indennizzo Risparmiatori è finanziato con un miliardo e mezzo di euro che proviene dai “conti dormienti.

Per gli azionisti l’indennizzo è determinato nella misura del 30% del costo di acquisto delle azioni, inclusi gli oneri fiscali, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun avente diritto.

Per gli obbligazionisti che avevano acquistato obbligazioni subordinate, l’indennizzo è determinato nella misura del 95% del costo di acquisto delle stesse, inclusi gli oneri fiscali, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun avente diritto.

Gli indennizzi saranno automatici per circa il 90% del totale degli aventi diritto, ovvero per chi ha un reddito imponibile inferiore ai 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore ai 100.000 euro. Per gli altri, invece, è previsto un processo di verifica semplificata da parte di una Commissione tecnica istituita presso il Mef.

Possono fare domanda i “risparmiatori” in possesso dei titoli indennizzabili, i loro “successori” per causa di morte e i loro “familiari” (entro il secondo grado) che hanno acquisito la titolarità dei titoli indennizzabili. La domanda può essere presentata dagli aventi diritto o dai loro rappresentanti.

Ad essere interessati dagli indennizzi sono più di 200mila ex piccoli azionisti e obbligazionisti che negli anni scorsi sono stati travolti dai fallimenti delle banche del Centro Italia e di quelle venete.

La crisi di Governo non ha fermato la procedura di attivazione del Fondo, che ora con la pubblicazione dell’ultimo dei decreti attuativi è pienamente operativo e può finalmente erogare gli indennizzi agli aventi diritto. Soddisfazione è stata espressa dalle associazioni che tutelano i risparmiatori truffati.

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