Quanto spendono le famiglie in baby sitter? Le regioni più care

La tariffa delle tate è rimasta invariata rispetto all'anno scorso. Cresce la domanda di baby sitter bilingui

Settembre è arrivato e dopo il relax goduto durante le vacanze estive si ricomincia con il classico tram tram quotidiano. E come ogni anno sono tante le famiglie in cerca della baby sitter ‘giusta’ a cui affidare i bimbi.

Ma quanto costa una figura simile in Italia? E c’è modo per i genitori che devono affidare i propri piccoletti a una persona esterna di avere degli aiuti statali?

La nota piattaforma Yoopies, che offre un servizio di domanda e offerta relativo alla questione e che conta circa 200 mila iscritti, ha stilato un report sulle tariffe medie richieste dalle baby sitter dello Stivale, informando anche che il Bel paese, dal punto di vista degli aiuti pubblici, continua a perdere terreno rispetto alle altre realtà europee.

Il dato principe che è emerso è quello che mostra che la tariffa oraria media di una baby sitter italiana è di 7,90 €/ora, cifra che rimane pressoché invariata rispetto all’anno precedente. Scendendo nel dettaglio, la regione in cui è più caro assumere tale figura risulta la Valle d’Aosta (8,67 €/ora), seguita dalla Liguria (8,32 €/ora) e dalla Lombardia (8,23 €/ora). Quelle più economiche sono invece la Puglia (7,38 €/ora), il Molise (7,32 €/ora) e la Basilicata (6,98 €/ora).

Se si punta ancor più la lente di ingrandimento, tra i capoluoghi di provincia più dispendiosi emergono Bolzano (8,47 €/ora), Arezzo (8,46 €/ora) e Milano (8,35 €/ora), mentre tra quelli più vantaggiosi spiccano Salerno (7.07 €/ora), Taranto (7.57 €/ora) e Chieti (€7.68 €/ora),

Notizie per nulla buone sul fronte sostegni statali. Infatti nel 2019 non c’è traccia di aiuti pubblici per l’assunzione di tate, in quanto è stato eliminato il Bonus baby sitter.

“Un annullamento che lascia l’amaro in bocca – scrive  Yoopies – soprattutto all’interno di un contesto europeo in cui altri Paesi garantiscono politiche sociali ed economiche volte a favorire il binomio mamme/lavoro, permettendo addirittura di dedurre dal reddito complessivo un’alta percentuale dei costi per la custodia dei bambini. E non solo parte dei contributi previdenziali come avviene in Italia”.

La piattaforma ha inoltre fatto sapere quali sono i principali requisiti che le mamme e i papà cercano in una baby sitter. Rispetto all’anno scorso continua ad aumentare l’attenzione verso l’inglese (+38%). Infatti sono in tanti a cercare una tata bilingue che conosca la lingua anglosassone almeno a livello intermedio. Altro requisito assai apprezzato è l’essere in possesso di un attestato di primo soccorso e disostruzione (+22%)

Aumentano anche le ricerche delle baby sitter con una formazione ufficiale per diventare educatrice (+7%). Infine, cresce il trend, di derivazione statunitense, volto a individuare persone che sappiano stimolare i bambini a sviluppare la loro creatività.

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