Aumentano i consumi di cibo in scatola: le migliori marche di tonno, e come sceglierlo

I dati di vendita dei supermercati ai tempi del Coronavirus fotografano un aumento nell'acquisto di cibo in scatola. La classifica e i consigli di Altroconsumo sul tonno migliore

I dati di vendita dei supermercati in questi giorni, soprattutto dopo l’entrata in vigore dei decreti restrittivi imposti dal Governo Conte per contenere il contagio da Coronavirus, fotografano un aumento nell’acquisto di cibo in scatola, tra cui tonno e carne (qui trovate i nostri consigli su come fare la spesa in questo momento).

Proprio al tonno in scatola Altroconsumo ha appena dedicato uno studio comparativo per capire se possiamo fidarci, e di quali marche. Posto che consumato nelle giuste quantità il tonno sott’olio può essere un’alternativa intelligente per un pasto sano e veloce, sugli scaffali di supermercati e discount la scelta è ampia: materie prime, e prezzi, sono molto diversi da loro.

Essendo pesce trasformato, le linee guida per una sana alimentazione del Crea consigliano un consumo di 50 grammi di prodotto sgocciolato a settimana, ovvero una scatoletta. Ma come scegliere i marchi migliori?

Tonno a pinna gialla o tonnetto striato?

Iniziamo con il distingue il tonno a pinna gialla e il tonnetto striato. Come sottolinea Altroconsumo, scegliere non è semplice: il tonno pinna gialla è un prodotto di grande pregio e rientra fra le specie dichiarate “prossime alla minaccia” dall’IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura).

Il tonnetto striato è una scelta più sostenibile: i suoi stock ittici godono di maggiore salute e per questo motivo non viene classificato fra le specie a rischio di estinzione. Tuttavia, rispetto al tonno pinne gialle, è considerato meno appetibile da un punto di vista sensoriale.

Occhio alle informazioni sul packaging

“Le informazioni presenti sul packaging della scatoletta di tonno sono un’ulteriore freccia al nostro arco per operare una scelta consapevole” spiega Altroconsumo. Oltre alla specie, sarebbe bene ricevere chiarezza sulla zona di pesca, che può essere indicata in etichetta come “Zona FAO” o per esteso. Esistono infatti zone di pesca “consigliate” (Pacifico occidentale e centrale: FAO 61, 71, 81) e altre “sconsigliate” (Oceano Atlantico: FAO 31, 34, 41, 47; Oceano Indiano: FAO 51, 57), in funzione delle condizioni della popolazione locale dei tonni.

Se è vero che molte informazioni utili non sempre figurano sulla scatoletta, perché a discrezione del produttore, dobbiamo stare molto attenti alle informazioni obbligatorie indicate. Ad esempio, potrebbe essere utile in fase di acquisto fare caso al peso sgocciolato dichiarato in etichetta e scegliere di conseguenza: fra due prodotti, a parità di peso netto e di prezzo, il peso sgocciolato può rappresentare la chiave per scegliere il prodotto più conveniente.

Anche l’etichetta nutrizionale è fondamentale, soprattutto se abbiamo particolari esigenze di dieta. Non tutti i tonni sott’olio sono uguali dal punto di vista nutrizionale. Ad esempio, rispetto al tonno tradizionale sgocciolato del suo olio, il tonno con un filo d’olio apporta meno calorie e meno grassi, perché è meno impregnato di olio. Occhio anche al sale: viene aggiunto dai produttori per insaporire il tonno e non per favorire la sua conservazione, che è invece garantita dalla sterilizzazione delle scatolette.

Quanto è sostenibile il tonno che compriamo

Importante, infine, considerare la sostenibilità del prodotto che stiamo acquistando. Lo possiamo fare anche valutando il metodo di pesca: fra i metodi di pesca più utilizzati c’è la pesca con reti a circuizione con utilizzo di FAD (Fish Aggregating Device). I FAD sono oggetti galleggianti costruiti per attirare pesci e altre specie marine: possono variare da semplici zattere di bambù a grandi piattaforme dotate di sonar e radar e vengono usati per attirare i tonni in un unico punto, per poi prelevarli con ampie reti, chiamate “reti a circuizione”. Questo metodo di pesca, essendo poco selettivo, è responsabile di innumerevoli morti accidentali di altre creature acquatiche, tra le quali giovani tonni, squali, delfini e tartarughe marine.

Anche la pesca con palamiti (o palangari) si scontra con il concetto di sostenibilità: i palangari sono cavi di nylon lunghi fino a 100 km con attaccate fino a 3mila lenze, che terminano con ami. Oltre il 20% delle catture effettuate con questo sistema può essere rappresentato da specie in pericolo come squali e uccelli marini.

Esistono però metodi di pesca che tengono in maggiore considerazione la salute dell’ecosistema marino: la pesca a canna e la pesca con reti a circuizione su banchi liberi, senza utilizzo di FAD, sono sistemi di pesca molto selettivi, che riducono al minimo le catture accidentali e limitano l’impatto della pesca sull’ambiente.

La classifica di Altroconsumo: le migliori marche di tonno in scatola

Spulciando la classifica di Altroconsumo, vediamo al primo posto, come tonno migliore, quello di As Do Mar (tonno trancio intero 2 x 100 g.). Secondo posto per un altro prodotto As Do Mar, tonno all’olio di oliva 3 x 80 g., in terza posizione Selex tonno all’olio di oliva 3 x 80 g.

Appena fuori dal podio, quarto in classifica Callipo tonno all’olio d’oliva 3 x 80 g. Quinta posizione per Fratelli Carli tonno all’olio di oliva 100 g. e sesta per Rio Mare tonno all’olio di oliva pescato a canna 4 x 80 g.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Aumentano i consumi di cibo in scatola: le migliori marche di tonno, e...