Assunzioni nel pubblico: cosa cambia nei nuovi concorsi

Stanno per essere emanate le nuove Linee Guida sui concorsi per assunzioni nel pubblico: cosa dicono

Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione ha predisposto le nuove Linee Guida sui concorsi per le assunzioni nel pubblico.

Le scelte principali sono l’obbligo per le amministrazioni statali e l’invito a quelle regionali e locali a fare concorsi unici, ad aderire al portale nazionale e a formare albi dei componenti delle commissioni tra cui scegliere tramite sorteggio.
Le Linee Guida hanno ottenuto il parere positivo della Conferenza Unificata e stanno per essere emanate dopo il passaggio alla Corte dei Conti.

Non è deciso se e quanto il documento sia vincolante per le amministrazioni non statali, ma in generale tutte le Pubbliche amministrazioni devono adeguare i regolamenti. È necessario poi trovare un punto di incontro tra requisiti, preferenza per procedure semplici e automatizzate e la procedura del concorso.

Il documento impone alle amministrazioni statali e invita quelle non statali, come regioni, enti locali e sanità, il ricorso a concorsi unici indetti dalla Funzione pubblica, che si avvale della Commissione Ripam e dell’Associazione Formez Pa. Alle amministrazioni locali e regionali in più viene suggerito di effettuare esperienze di gestione associata delle procedure e di realizzare procedure unificate per parti comuni dei concorsi, a partire dalle preselezioni.

È inoltre necessario che le amministrazioni statali aderiscano al portale nazionale del reclutamento, che dovrà contenere le informazioni sui concorsi indetti e già effettuati. Per gli enti locali non c’è obbligo, ma solo un invito.
Viene inoltre suggerito dal Ministero di individuare i candidati tenendo conto del collegamento con la professionalità dei concorrenti, ma anche con i soggetti che sono in possesso delle capacità richieste, in modo da evitare di ridurre troppo il numero dei partecipanti.

Per le figure importanti, anche non dirigenti, gli enti possono richiedere il possesso del requisito del dottorato di ricerca e della sua valorizzazione in termini di punteggio. Nella scelta dei titoli poi, si devono evitare discriminazioni nei confronti dei più giovani e dei candidati esterni. Sia che siano scritte, orali o pratiche, le prove di concorso devono avere lo scopo di accertare la capacità di mettere in pratica le conoscenze possedute e di risolvere i problemi aperti, evitando troppo nozionismo.

A partire dalle preselezioni, è necessario selezionare la platea dei candidati privilegiando il merito, le competenze professionali e le capacità operative. La Funzione pubblica per i concorsi unici per le amministrazioni statali avvierà un albo dei commissari e sarà necessario scegliere all’interno dell’albo tramite sorteggi, mantenendo comunque i vincoli dettati dalla normativa anticorruzione e di rispettare i tetti di spesa previsti.

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