La app per l’autodichiarazione degli spostamenti non è valida

La Polizia postale è intervenuta precisando che la app messa in rete gratuitamente da un programmatore non si può utilizzare

Qualche giorno fa QuiFinanza vi ha raccontato e mostrato come funziona l’app gratuita per l’autodichiarazione online messa a punto da un giovane programmatore sardo e messa in rete a disposizione di tutti. Ora, è arrivata la precisazione della Polizia postale, che spiega che la app non si può usare.

In moltissimi l’avete scaricata, ma ora, purtroppo, sappiamo che non si può utilizzare come autocertificazione dei nostri spostamenti quando usciamo di casa. Il formato online per le autorità di polizia che effettuano il controllo non è valido.

La Polizia postale precisa che il ricorso a servizi online come app e altro, seppur motivato da esigenze di apparente semplificazione e velocizzazione delle procedure, si pone in contrasto con le prescrizioni attualmente vigenti.

Perché la app per l’autocertificazione non è valida

L’autocertificazione deve infatti essere firmata sia dal cittadino sottoposto al controllo che dall’operatore di Polizia, previa identificazione del dichiarante. L’autocertificazione va inoltre acquisita in originale dall’operatore che effettua il controllo, per le successive verifiche.

Sotto altro profilo, viene anche evidenziato come il ricorso a servizi non ufficiali né autorizzati da Autorità pubbliche per la compilazione del modello di autodichiarazione, esponga i cittadini ad un’ulteriore, e non secondaria insidia, legata al rispetto della privacy.

Infatti, i dati contenuti nel modello di autodichiarazione consentono di rivelare non soltanto la frequenza e la tipologia dello spostamento dell’individuo ma anche le ragioni – personali e riservate – che giustificano tale spostamento e che possono ricollegarsi ad informazioni sensibili, quali lo stato di salute, le esigenze personali le circostanze lavorative.

Quali obblighi

L’acquisizione e la gestione di questi dati sensibili da parte di soggetti terzi, secondo quanto dispone il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR) e le prescrizioni nazionali in tema di diritto della privacy, sono sottoposte a precisi obblighi in tema, fra l’altro, di correttezza e trasparenza, consenso informato, limitazione del trattamento a specifiche finalità, aggiornamento e soprattutto integrità e riservatezza.

Quindi, se avete scaricato la app eliminatela dal vostro smartphone, perché non ha alcun valore legale. L’unico documento ufficiale che possiamo utilizzare per giustificare i nostri spostamenti in questa fase di restrizioni legate all’emergenza Coronavirus è quello messo a disposizione dalle autorità e che potete scaricare qui.

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La app per l’autodichiarazione degli spostamenti non è valida