Ansia, dolori, stanchezza, memoria: i pesanti strascichi post Covid. Lo studio

Non c'è solo il Covid, ma anche la cosiddetta 'sindrome post-Covid'. Chi ha superato la malattia può avere comunque strascichi lunghi e in qualche caso pesanti. Gli studi in merito.

Dopo il Covid, in parecchi casi, i pazienti sono chiamati ad avere a che fare con la lunga sindrome post-Covid, ovvero l’insieme di quegli strascichi fisici e psicologici che condizionato inevitabilmente la vita di tutti i giorni di chi è passato dall’esperienza del coronavirus. Stanchezza prolungata, perdita di capelli, perdita della memoria e stati d’ansia sono tra le sofferenze registrate con maggior frequenza.

Sempre più indagini cliniche mostrano che il patogeno, di tipo respiratorio, colpisce, purtroppo, in modo trasversale tutto l’organismo, con potenziali danni a organi diversi dai polmoni, in particolare cuore e cervello. Nel mirino del virus, il sistema nervoso con un recente studio che ha mostrato la sorprendente frequenza e la gravità delle patologie neuropsichiatriche e neurologiche che il coronavirus può innescare, anche in presenza di sintomi polmonari lievi.

Esiste ancche un gruppo Facebook creato da Morena Colombi: “Noi che abbiamo sconfitto il Covid”, forte di 1.128 iscritti. Gli studi scientifici sul Long Covid sono ancora pochi e perlopiù coinvolgono le persone reduci dall’ospedale.

Uno dei primi al mondo è stato pubblicato su Jama da un team della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma. Tra gli autori, Francesco Landi, primario di medicina fisica e riabilitazione, che ha detto in proposito al Corriere della Sera: “Dopo mesi abbiamo riscontrato affaticamento, fiato corto, dolori articolari o al petto, tosse, mal di testa. In molti casi è la perdita di massa muscolare ad aver causato il senso di debolezza. I disturbi, però, dovrebbero scomparire”.

“La perdita di massa muscolare provoca un ‘decondizionamento’ che causa affanno e fatica – aggiunge Fabiano Di Marco, direttore della Pneumologia presso il Papa Giovanni XXIII di Bergamo -. Quasi sempre ci sono cicatrici nei polmoni, ma non ne pregiudicano il funzionamento. Le cicatrici dell’anima, invece, sono più marcate”.

La perdita di memoria è comune, ma non si tratta di depressione: “A volte le infezioni virali scatenano dei meccanismi che possono contribuire a una diminuzione della capacità di memorizzazione”, chiarisce Giancarlo Cerveri, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Asst di Lodi, sempre al Corriere.

Per affrontare la lunga coda della malattia servono esami medici e viste specialistiche. Lo scopo del gruppo Facebook è anche quello di far riconoscere la “sindrome post Covid”, per avere il rimborso delle spese sanitarie.

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