L’Unione Europea dice addio al chilogrammo

Il chilogrammo viene sostituito da una misurazione più precisa: ecco quale

Dal 1875, il chilogrammo è l’unità di misura di base della massa ed è definito come la massa equivalente a quella di un cilindro campione realizzato in platino-iridio. Con il nuovo sistema internazionale, questa e altre unità di misura vengono abolite.

Il campione di chilogrammo si trova presso il BIPM (Bureau international des poids et mesures) a Parigi ed è conservato in maniera rigorosa, ovvero in un caveau sotterraneo sotto campane di vetro chiuse a chiave. Una sorta di reliquia, conservata gelosamente da oltre un secolo che non rappresenta soltanto il peso di 1 chilogrammo, ma anche la base di riferimento per ogni peso in tutto il mondo.

Tuttavia, ci sono delle considerazioni da fare e che attualmente, hanno portato i funzionari dell’ufficio internazionale di pesi e misure a prendere la decisione di non utilizzare più il chilogrammo come unità di misura di base.

Ed ecco il motivo principale: anche se la conservazione del campione viene effettuata con grande accuratezza, nel corso degli anni, la massa del campione ha subìto una variazione di circa 50 microgrammi.

Ogni 40 anni il campione viene prelevato e confrontato con le copie ed è stato così che ci si è resi conto della variazione. Sembrerebbe una sciocchezza, ma non lo è se si considera che si tratta di un’unità di misura che per definizione dovrebbe essere stabile. Ma non è solo questo: un errore – anche minimo – nel dosaggio di prodotti farmaceutici potrebbe portare a conseguenze gravi. C’è anche un’altra considerazione che non può essere sorvolata e riguarda le tarature. Queste vengono fatte quasi sempre su copie del campione e non su quello originale (per evitare che subisca alterazioni), per cui la calibrazione non sempre è accurata. Senza contare che un’imprecisione dovuta al cambiamento di massa, causa ripercussioni anche sulle altre grandezze che dipendono da essa.

“Oggi è un grande giorno – ha dichiarato la direttrice scientifica dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, Maria Luisa Rastello – Adesso le unità del Sistema Internazionale di misura sono riferite a una costante fondamentale, vale a dire che sono basate su un numero che si trova ovunque. Si paga un piccolo prezzo: ad esempio, per il chilogrammo c’è una piccola aggiunta di incertezza, una variazione inferiore al peso di un’ala di una farfalla, e ben al di sotto del livello percepibile da chi compra un chilo di pasta”.

L’alternativa al chilogrammo è la costante di Planck, una misurazione ultraprecisa che associa la frequenza di una particella quantistica alla sua energia. Questa può essere a sua volta correlata alla massa tramite la formula della teoria della relatività di Einstein E=mc2. Per misurare la costante di Planck l’Istituto Nazionale degli standard e della tecnologia (NIST) farebbe utilizzo del “bilanciamento Kibble”, inventato nel 1975 dal fisico britannico Bryan Kibble. Questo strumento utilizza le forze elettromagnetiche per bilanciare una massa di chilogrammo.

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