Terremoto a Strasburgo per la centrale geotermica: quali sono i rischi in Italia

Riemergono dubbi sull'energia geotermica dopo il sisma avvenuto all'alba del 26 giugno a Strasburgo, dovuto ai test di una società elettrica

A Strasburgo, in Francia, è stata registrata all’alba del 26 giugno un forte terremoto di magnitudo 4.4, seguito da uno di magnitudo 2,3 alcuni minuti più tardi. Le scosse sono state indotte, secondo quanto rivelato dalla rete di monitoraggio Renass, dall’attività umana. Il sisma sarebbe infatti stato provocato da test geotermici condotti a partire da dicembre dall’azienda di energia rinnovabile Fornoche.

La società era già finita nel centro del mirino di stampa e associazioni di cittadini dopo che lo scorso anno si erano verificate diverse scosse, una decina, e la dirigenza aveva dovuto ammettere la propria responsabilità negli eventi tellurici. La Prefettura aveva così ordinato la sospensione dei lavori.

Lo stop degli esperimenti tuttavia non ha fermato i movimenti del terreno. Come spiegano gli esperti, infatti, può essere necessario molto tempo per far tornare il sottosuolo al suo stato originale.

A causare i terremoti sarebbe una particolare pratica per produrre energia. La società estrae dal suolo grandi quantità di acqua per sfruttarne il potenziale energetico per poi pomparle di nuovo sotto terra ad alta pressione, a più di 5 chilometri di profondità.

Terremoto a Strasburgo per la centrale geotermica: come funzionano gli impianti

Le centrali geotermiche sono considerate ottime alternative green per la produzione di energia elettrica pulita e a zero emissioni. Sfruttano l’acqua e il vapore che si trovano sotto la superficie, nei pozzi di estrazione.

Trasportati dai vapordotti allo stabilimento, mettono in moto le turbine e generano energia meccanica di rotazione che alimenta l’alternatore che a sua volta la trasforma in energia elettrica alternata. Questa passa poi in un trasfromatore e così alla rete di distribuzione, che la porta nelle case.

Il vapore e l’acqua vengono poi trasferiti a un condensatore, mentre i gas, dopo opportuni trattamenti, sono dispersi nell’ambiente. Una volta passati alla torre di raffreddamento, i liquidi vengono immessi nuovamente in profondità attraverso i possi di reiniezione, per far iniziare un nuovo ciclo.

Energia geotermica in Italia: quanta se ne produce in Italia e in quali regioni

Secondo le stime dell’Enel, l’Italia ha un potenziale di energia geotermica estraibile e sfruttabile annualmente compreso tra i 5.800 e i 116 mila terawattora. Il nostro Paese ne sfrutta poco più di 300 all’anno. Basterebbero dunque a soddisfare tutta la domanda interna e raggiungere l’indipendenza energetica da altri stati, abbattendo anche il costo delle bollette.

Secondo le stime, la Penisola potrebbe arrivare a produrre circa il 40% dell’energia utilizzata grazie alla geotermia entro il 2050. La regione che più si presta per la sua morfologia, grazie alla presenza di acqua calda nel sottosuolo, è la Toscana, che ha una trentina di centrali.

Le più importanti e conosciute sono quelle che si trovano sul Monte Amiata, con gli impianti di Larderello, Travale e Radicondoli. Nel resto del territorio si trovano centrali anche a Pisa, Grosseto e Siena, ma ci sono piccoli e medi stabilimenti in tutto il Paese.

Energia geotermica in Italia: qual è il rischio che si creino terremoti in Italia

Non esistono grossi rischi legati all’energia geotermica. Si possono verificare eventi sismici, come quello di Strasburgo, se le procedure non sono eseguite in modo appropriato, in particolare se viene usata una pressione nell’impianto troppo sopra i livelli consigliati.

Con alti costi di creazione delle centrali, ma bassi costi di manutenzione e produzione di energia pulita, la geotermia potrebbe davvero rappresentare il futuro.

Tuttavia è possibile pensare che quanto avvenuto a Strasburgo metta in discussione le norme attualmente vigenti nell’Unione Europea e porti alla creazione di nuovi protocolli per avere impianti più sicuri e ancora meno rischiosi per i cittadini, giustamente spaventati dal seppur minimo rischio che possano avvenire terremoti.

Tra i contro di avere vicino a casa una centrale di energia geotermica c’è quello dell’odore che può essere emanato dall’impianto a causa dei gas del sottosuolo dispersi nell’ambiente e non opportunamente trattati, oltre che l’impatto paesaggistico dovuto ai vapordotti, grossi tubi che possono rovinare il panorama.

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