Stop alla plastica monouso, scatta il divieto: cosa cambia

L'addio a tanti utensili in plastica di uso quotidiano per l'entrata in vigore della direttiva Ue del 2019

Addio a piatti, bicchieri e posate di plastica non riciclabile. Dal 14 gennaio è scattata ufficialmente la messa al bando di tutti gli utensili monouso, costituiti per oltre il 40% da materiale non biodegradabile e non compostabile. Questi oggetti non potranno essere più immessi nel mercato, pena sanzioni fino a 25mila euro.

Stop alla plastica monouso, scatta il divieto per le posate usa e getta: la legge e gli obiettivi

Il divieto diventa effettivo con l’entrata in rigore del decreto legislativo 196, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 30 novembre scorso, che recepisce la Direttiva Ue “Sup” (Single Use Plastic), la 904/Ce del 2019, con la quale l’Unione europea si pone il traguardo di ridurre della metà i rifiuti di plastica nei nostri oceani e le microplastiche del 30% entro il 2050.

Secondo un rapporto del WWF circa l’80% dei rifiuti rinvenuti nelle spiagge europee è, infatti, costituito da plastica e il 50% dei rifiuti marini da plastiche monouso. (qui abbiamo parlato dello stop alla plastica in Francia).

L’organizzazione internazionale impegnata nella salvaguardia ambientale considera, per questo, “un importante traguardo” l’applicazione in Italia delle regole della direttiva “Sup”.

Il provvedimento, emanato “con l’intento di promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili” e per ” promuovere l’uso di plastica riciclata idonea al diretto contatto alimentare nelle bottiglie per bevande”, riguarderà tre categorie di prodotti usa e getta: quelli in plastica non biodegradabile, non compostabile e gli attrezzi da pesca contenenti plastica.

Nel decreto viene definito “prodotto di plastica monouso” quello “realizzato interamente o parzialmente in plastica, a eccezione del prodotto realizzato in polimeri naturali non modificati chimicamente“, mentre, come si legge, viene specificata la differenza con le plastiche oxo-degradabili che sono le “materie plastiche contenenti additivi che attraverso l’ossidazione comportano la frammentazione della materia plastica in microframmenti o la decomposizione chimica”.

Stop alla plastica monouso, scatta il divieto per le posate usa e getta: i prodotti vietati e quelli permessi

La normativa italiana introduce oltre le restrizioni europee, la riduzione anche dell’utilizzo dei bicchieri nello stesso materiale, ma secondo le regole entrate in vigore nel nostro Paese, rimangono esonerati dal divieto gli articoli monouso in plastica biodegradabile e compostabile conforme allo standard europeo Uni En 13432 (qui avevamo parlato dello scontro tra Ue e governo sullo stop alla plastica).

A questa va aggiunta anche l’esclusione, dall’ambito di applicazione della direttiva, dei prodotti dotati di rivestimento in plastica con un peso inferiore al 10% dell’intero prodotto.

Eccezioni a proposito delle quali il WWF chiede che “la deroga sulle bioplastiche compostabili non si traduca nella sostituzione tout court delle plastiche tradizionali. Tutto il monouso, compreso quello in bioplastica, va ridotto significativamente e utilizzato solo se non è possibile accedere ad alternative riutilizzabili e solo quando è possibile conferirlo a un circuito che ne gestisca correttamente il fine vita”.

Qui l’elenco dei prodotti che non potremo più comprare in base alla nuova normativa.

Stop alla plastica monouso, scatta il divieto per le posate usa e getta: i prodotti vietati e quelli permessi

Il decreto appena entrato in vigore prevede anche multe salate per i trasgressori, da 2.500 a 25 mila euro, fino al doppio del tetto massimo in caso di immissione di un quantitativo di prodotti del valore superiore al 10% del fatturato dell’azienda.

L’applicazione delle ammende non sarà però immediato, in quanto esercenti e produttori, avranno la possibilità di vendere fino ad esaurimento le scorte stoccate in magazzino prima del 14 gennaio 2022.

Oltre le sanzioni, il decreto prevede agevolazioni per le aziende che facevano uso degli utensili adesso vietati sotto forma di credito d’imposta (qui avevamo parlato del bonus antiplastica), nel limite massimo complessivo di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, per promuovere l’uso di prodotti alternativi (qui avevamo parlato di cosa utilizzare al posto della plastica monouso).

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Stop alla plastica monouso, scatta il divieto: cosa cambia