PNRR, il piano Draghi per la mobilità sostenibile: nuovi treni ad alta velocità, le tratte

Il Piano di Ripresa e Resilienza prevede un importante investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità. Al centro l'obiettivo degli spostamenti green

Il PNRR appena varato dal Governo (qui la sintesi e il pdf da scaricare) è parte di una più ampia e ambiziosa strategia per l’ammodernamento del nostro Paese. Draghi punta tutto su sviluppo e mobilità sostenibile, ambiente e clima, idrogeno e automotive e filiera della salute. E lo fa convinto dei risultati attesi.

Il premier stima che gli investimenti previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza avranno un impatto significativo sull’economia del Belpaese. Nel 2026, l’anno di conclusione del Piano, il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto all’andamento tendenziale e l’occupazione sarà maggiore di quasi il 3%.

Gli investimenti previsti nel Piano mirano inoltre a miglioramenti marcati negli indicatori che misurano i divari regionali, l’occupazione femminile e quella giovanile.

Secondo le indicazioni fornite dall’Unione europea, per ottenere una reale crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, i PNRR nazionali devono rispondere alle conseguenze economiche e sociali della crisi pandemica attraverso strategie economiche che portino ad una ripresa rapida, solida e inclusiva e che migliorino la crescita potenziale: pari opportunità, accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque, assistenza sanitaria, protezione e inclusione sociale devono esserne assi portanti.

Per l’Italia il programma Next Generation EU non rappresenta solo l’occasione per realizzare una Piena transizione ecologica e digitale, ma anche per recuperare i ritardi storici che penalizzano storicamente il Paese e che riguardano le persone con disabilità, i giovani, le donne e il Sud.

Il piano per le “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”

Il Piano italiano è strutturato in 6 “Missioni”. La Missione 3 è dedicata alle “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile” e stanzia complessivamente 31,4 miliardi, di cui 25,1 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 miliardi dal Fondo.

Il Piano, in particolare, prevede un importante investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità. Si prevede il completamento dei principali assi ferroviari ad alta velocità ed alta capacità, per una spesa stimata in 13,2 miliardi, l’integrazione fra questi e la rete ferroviaria regionale e la messa in sicurezza dell’intera rete.

Il Governo investe infine nella modernizzazione e il potenziamento del sistema portuale e nella digitalizzazione della catena logistica.

Trasporti e alta velocità in Italia, come siamo messi

Nel sistema ferroviario destinato al trasporto di passeggeri, la principale infrastruttura di collegamento italiana, la rete ad alta velocità, oggi si ferma alla Napoli/Salerno.

La popolazione residente non servita da quella tratta ferroviaria è quindi scollegata dalla rete ad alta velocità e nel complesso, nel Mezzogiorno, la capacità, l’affidabilità e la frequenza dei servizi ferroviari sono limitate, con lunghi tempi di percorrenza. Questa situazione riguarda anche il Centro del Paese, dove, si legge nel PNRR, è necessario potenziare i collegamenti ferroviari Ovest-Est.

Attualmente, il 90% del traffico di passeggeri in Italia avviene su strada (860 miliardi di passeggeri/km all’anno), mentre sulle ferrovie viaggia solo il 6% dei passeggeri, rispetto al 7,9% in Europa, con la conseguenza che il settore del trasporto risulta tra quelli maggiormente responsabili delle emissioni inquinanti, con un contributo pari al 23,3% delle emissioni totali di gas serra.

La mancanza di un efficiente sistema infrastrutturale ha effetti anche sul trasporto delle merci: in assenza di collegamenti ferroviari efficace e efficienti, il trasporto su strada rimane l’opzione principale: le merci in Italia viaggiano per circa per il 54,5% su strada (circa 100 miliardi di tonnellate-km) e per circa l’11 % su rotaia, rispetto al 18,7% circa in Europa, con conseguenti congestioni e problemi di sicurezza lungo le arterie autostradali.

Gli obiettivi del PNRR per la rete dei trasporti

Nella Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile dell’UE del 2020, la Commissione europea ha indicato come obiettivo il raddoppio del traffico ferroviario ad alta velocità entro il 2030, triplicandolo entro il 2050. Inoltre, entro il 2030 il trasporto intermodale su rotaia e su vie navigabili interne dovrà essere in grado di competere in condizioni di parità con il trasporto esclusivamente su strada.

Riguardo al sistema ferroviario, questi gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza:

  • sviluppo dell’alta velocità e velocizzazione della rete ferroviaria per passeggeri e merci;
  • completamento dei corridoi ferroviari TEN-T;
  • completamento delle tratte di valico;
  • potenziamento dei nodi, delle direttrici ferroviarie e delle reti regionali;
  • riduzione del gap infrastrutturale Nord-Sud.

Treni, le nuove tratte al Nord, Centro e Sud

In primo luogo, sono previsti interventi di velocizzazione delle principali linee passeggeri e di incremento della capacità dei trasporti ferroviari per le merci, lungo gli assi prioritari del Paese Nord-Sud ed Est-Ovest. In particolare:

  • al Nord: si potenzieranno le tratte ferroviarie Milano-Venezia, Verona- Brennero e Liguria-Alpi, migliorando i collegamenti d’Oltralpe con i porti di Genova e Trieste
  • al Centro: si rafforzeranno due assi Est-Ovest, Roma-Pescara e Orte-Falconara, riducendo significativamente i tempi di percorrenza e aumentando le capacità; verrà inoltre potenziata e velocizzata la linea adriatica da Nord a Sud
  • al Sud: si estenderà l’Alta Velocità al Sud, con la conclusione della direttrice Napoli-Bari, l’avanzamento ulteriore della Palermo-Catania-Messina e la realizzazione dei primi lotti funzionali delle direttrici Salerno-Reggio Calabria e Taranto-Potenza-Battipaglia.

Treni al Sud, si dimezzano i tempi di percorrenza

In particolare, gli interventi sulla rete ad Alta Velocità previsti nel Sud permetteranno di ridurre i tempi di percorrenza e di aumentare la capacità:

  • Napoli-Bari: al completamento del progetto la tratta sarà percorribile in 2 ore, rispetto alle attuali 3 ore e 30 minuti; ci sarà un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle sezioni a doppio binario, e un adeguamento delle prestazioni per consentire il transito dei treni merci di lunghezza fino a 750 m, senza limitazioni di peso assiale;
  • Palermo-Catania-Messina: saranno realizzate le tratte intermedie del progetto, al completamento del quale si otterrà una riduzione del tempo di percorrenza di oltre 60 minuti sulla tratta Palermo-Catania rispetto alle attuali 3 ore, e un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte in raddoppio;
  • Salerno-Reggio Calabria: al completamento dell’intero progetto, il tempo di percorrenza sarà ridotto di 80 minuti; inoltre, ci sarà un miglioramento delle prestazioni per consentire il transito dei treni merci, in particolare per il porto di Gioia Tauro ulteriori significative risorse sono previste da subito a valere su risorse nazionali.

Treni regionali, il piano per il trasporto locale

Un’attenzione particolare sarà riservata poi alle ferrovie regionali, per le quali saranno realizzati interventi di upgrading, elettrificazione e investimenti per aumentarne la resilienza, interventi in particolare nel Mezzogiorno.

Gli interventi prevedono l’adeguamento di alcune linee regionali agli standard tecnici della rete nazionale, sia dal punto di vista infrastrutturale che tecnologico di sicurezza: tra queste, Canavesana, Torino-Ceres, Bari-Bitritto, Rosarno-San Ferdinando, Sansepolcro-Terni, Benevento-Cancello, la rete gestita da Ferrovie del Sud-Est, Ferrovie Appulo Lucane.

Ulteriori interventi, come Circumvesuviana e Cumana, Circumetnea, Cosenza-Catanzaro, Raddoppio Andria-Barletta, sono finanziati a valere su risorse nazionali.

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