Perché Greenpeace si è scagliata contro la BCE: le accuse sui finanziamenti

Gli attivisti di Greenpeace planano sul grattacielo della Banca Centrale Europea, accusando l'istituzione di finanziare attività e industrie dannose per l'ambiente

Un gruppo di attivisti di Greenpeace è atterrato con il parapendio sul grattacielo della Banca Centrale Europea a Francoforte durante una riunione del consiglio di amministrazione. L’associazione ha dichiarato di averlo fatto contro la politica monetaria dell’istituzione, che sarebbe dannosa per il clima del Pianeta. Per gli ambientalisti la BCE continuerebbe a finanziare le industrie del petrolio, del gas e del carbone. Che significa “letteralmente gettare benzina sul fuoco della crisi climatica”, come si legge nel comunicato stampa dell’associazione.

È vero che la BCE finanzia attività dannose per l’ambiente? Cosa sappiamo

Nella sua denuncia Greenpeace fa sapere che la BCE deterrebbe una quota importante di titoli ad alta intensità di carbonio, favorendo di fatto il settore dei combustibili fossili. Questo nonostante le parole della presidentessa Christine Lagarde, che il 23 febbraio aveva annunciato una revisione della strategia della politica della banca centrale per fare fronte ai danni ambientali.

Il cambiamento climatico rappresenta una “minaccia anche per la stabilità finanziaria”, aveva sottolineato in quell’occasione, annunciando maggiore attenzione al “tema dell’ambiente”. Il nuovo corso dell’istituzione dovrebbe toccare gli snodi chiave della politica monetaria, come la definizione della stabilità dei prezzi anche rispetto all’inflazione, l’introduzione di nuovi strumenti tanto per la politica finanziaria quanto per l’analisi economica, monetaria e comunicativa. Oltre all’ambiente la BCE dovrà fare i conti con l’occupazione e con la stabilità dei sistemi.

I finanziamenti della BCE alle industria di gas e petrolio: cosa sappiamo

Sul sito dell’Unione Europea si legge che l’economia può subire gli effetti di “eventi meteorologici estremi e incertezze connesse alla transizione verso un’economia a bassa emissione di carbonio”. Tuttavia la BCE ha assicurato in più occasioni di considerare il cambiamento climatico all’interno dei nuovi modelli macroeconomici e attivare operazioni di vigilanza per sensibilizzare le banche sui rischi derivanti dai danni all’ambiente.

Nei prossimi programmi di acquisto la BCE ha investito in obbligazioni verdi, tenendo conto però della necessità di “evitare distorsioni del mercato”. La Banca Europea degli Investimenti ha annunciato nel 2019 che dal 2022 non finanzierà più l’industria del carbon fossile e tutti i futuri progetti energetici dovranno tenersi sotto la soglia dei 250g Co2/kWh per poter ricevere fondi dall’Europa. Tuttavia la ong Counter Balance ha stimato che proprio nel 2019 la BEI avrebbe concesso 890 miliardi di prestiti all’industria del gas, confermando la tesi di Greenpeace.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Perché Greenpeace si è scagliata contro la BCE: le accuse sui finanz...