Australia in fiamme: cosa c’entra il climate change

Come i cambiamenti climatici hanno intensificato gli incendi in Australia

Delle condizioni climatiche senza precedenti hanno scatenato gli incendi che oggi stanno devastando l’Australia, che altro non sono che una conseguenza di un problema meteorologico che è stato intensificato dai cambiamenti climatici. La brutta notizia, qualora ci fosse ancora qualcuno che non crede nel climate change, è che la situazione è destinata a peggiorare in futuro, sopratutto se non si inizia a pensare a delle politiche serie e mirate alla tutela ambientale.

Più di 200 incendi hanno bruciato circa 12 milioni di acri in Australia, costringendo oltre 100 mila residenti e turisti a fuggire per mettersi in salvo e facendo registrare una delle più grandi evacuazioni della storia del Paese. Il numero delle vittime, ad oggi, ammonta a 24, e i danni al territorio e all’ecosistema sono inestimabili. Le temperature, inoltre, continuano a salire, e il mix di caldo estremo e forti venti potrebbe contribuire ad alimentare le fiamme fino a raggiungere livelli critici a partire dal prossimo sabato.

Solo un paio di settimane fa l’Australia ha registrato una temperatura media di 44 gradi, raggiungendo il picco a Sidney dove sono stati registrati ben 49 gradi. Si tratta di temperature altissime, salite decisamente rispetto agli scorsi anni proprio a causa del cambiamento climatico.

Quest’anno, però, la differenza delle temperature rilevate nella superficie dell’Oceano Indiano hanno fatto preoccupare di non poco gli esperti. Questo fenomeno, conosciuto come “Dipolo“, ha raggiunto livelli record negli ultimi 12 mesi, con acque sempre più calde nella parte occidentale dell’Oceano e acque sempre più fredde nella parte orientale.

Tutto ciò, come gli studiosi del climate change hanno rivelato, ha fatto aumentare l’aria sopra la parte occidentale dell’Oceano (proprio vicino all’Africa, territorio anche questo messo a dura prova dal cambiamento climatico), ha provocato alluvioni e piogge devastanti ed alimentato l’aria secca nella parte orientale dell’Oceano Indiano, che ha fatto seccare i territorio di Indonesia e Australia.

La situazione, come accennato sopra, è poi peggiorata a causa dell riscaldamento delle temperature. Basta pensare che, secondo la rivista Nature, il numero dei giorni di caldo estremo in Australia è aumentato da quasi zero nel periodo 1910 – 1920 ad una di media di 15 all’anno nei decenni successivi, mentre la temperatura media del paese è aumentata di 3 gradi Fahrenheit in 100 anni.

Questo aumento di calore ha reso il suolo sempre più arido ed ha fatto seccare la boscaglia, aumentando il pericolo di incendi che, negli ultimi 40 anni, sono stati sempre più numerosi specialmente nella parte sud – est dell’Australia. Quando ci si trova in un territorio già a forte rischio incendi, dunque, i cambiamenti climatici non fanno altro che aumentare le probabilità che una catastrofe come quella che sta mettendo in ginocchio l’Australia si verifichi.

Purtroppo, se le cose non cambiano, la natura continuerà a reagire in questo modo al climate change. Nei luoghi a rischio alluvione continuerà a piovere e in quelli a rischio siccità la terra si asciugherà sempre di più. E a pagarne le conseguenze, ovviamente, saremo noi e le generazioni future.

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