Urban Mobility, l’Ue fa partire la rivoluzione

Mobilità sostenibile e piste ciclabili: in Italia sono aumentate del 9% nel triennio 2015-2017

(Teleborsa) Ridurre al minimo l’impatto ambientale, ottimizzando l’efficienza e la rapidità degli spostamenti per migliorare la qualità di vita e di salute dei cittadini: questo il modello alla base di quella che comunemente chiamiamoMobilità sostenibile“. Un progetto di sicuro ambizioso, ma non impossibile da realizzare, che andrebbe ad impattare in maniera sostanziale sulle nostre vite.

L’UE PREPARA LA RIVOLUZIONE – Si chiama Urban Mobility il programma lanciato nei giorni scorsi dall’Ue attraverso l’Istituto per l’innovazione e la tecnologia EIT con l’obiettivo, appunto, di promuovere progetti innovativi di mobilità sostenibile nelle aree metropolitane europee.
 48 partner da 15 Paesi, tra cui Copenaghen, Eindhoven, Praga e Istanbul, il politecnico della Catalogna, l’istituto tecnologico di Israele, SEAT, l’École polytechnique fédérale de Lausanne, e Volkswagen Truck & Bus. Per l’Italia è presente Enea. Si articola su 5 hub di innovazione a Copenhagen, Barcellona, Praga, Monaco e Helmond e parte con una sovvenzione europea iniziale di 4 milioni di euro, che saliranno a 80 a regime, finanziati nell’ambito del programma Horizon 2020.
Proviamo allora a chiudere gli occhi e immaginare come sarà l’Europa del futuro. L’obiettivo ampiamente dichiarato è gestire logistica e traffico in maniera intelligente, puntare su mezzi di trasporto elettrici altamente efficienti, per offrire da un lato spazi sempre più verdi e limitare, dall’altro, gli ingorghi che hanno un impatto negativo sulla qualità di vita di tantissimi cittadini.
Questo ciò a cui mira l’Istituto europeo per l’Innovazione e la Tecnologia (EIT) lanciando il programma  che intende stimolare innovazioni tangibili riunendo i settori dell’istruzione, della ricerca e delle imprese. Presentando il progetto EIT ha ricordato che il 40% del totale di emissioni di CO2 dipende al trasporto e dal traffico, la cui congestione costa 100 miliardi di euro all’anno, ossia l’1% del Pil dell’Ue. 
“L’attuale modello di mobilità semplicemente non è sostenibilecommenta Maria Tsavachidis, Ceo del programma. Per cambiarlo, abbiamo bisogno di trovare soluzioni a determinate sfide, quali la de-congestione, la crescita urbana sostenibile e trasporti efficienti dal punto di vista ambientale. Dobbiamo agire subito, utilizzando e diffondendo le tecnologie, portando il cambiamento nei regolamenti e nelle infrastrutture”. 
 
Mobilità sostenibile e piste ciclabili, +9% in Italia dal 2015
A che punto siamo in Italia? La buona notizia è che sembra proprio che i Comuni dello Stivale siano sempre più attenti alla mobilità a due ruote. In linea col rapporto Focus2R, promosso da Confindustria ANCMA e Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia, crescono le infrastrutture dedicate alla bici. In aumento anche i servizi di bike sharing e i mezzi pubblici su cui è possibile trasportare i propri veicoli green.
Dall’indagine condotta su 83 città emerge che le zone ciclopedonali, quelle con una moderazione di velocità tra 20 e 30 km/h e la disponibilità di piste ciclabili, è aumentata del 9% nel biennio 2015-2017.
Città leader, Reggio Emilia che possiede il valore più alto per quanto riguarda l’indice di infrastruttura per la ciclabilità (costruito appositamente per lo studio) con 40,9 metri dedicati per ogni 100 abitanti. Bene anche Cremona, Mantova e Lodi con 30 metri dedicati per ogni 100 abitanti.
Urban Mobility, l’Ue fa partire la rivoluzione