Trasformare la plastica in combustibili è possibile: lo dice questo studio

Uno studio condotto dalla Purdue University consente di trasformare i rifiuti plastici in diversi conbustibili

Siamo circondati dalla plastica, ma siamo anche consapevoli del fatto che si tratta di uno dei materiali più inquinanti al mondo che viene prodotto ugualmente in quantità industriali.

Il segnale, lanciato ormai da lungo tempo, si è trasformato in un allarme mondiale. La plastica mina la salute di flora e fauna e non si salva neppure l’uomo. Questo materiale, che galleggia liberamente nelle acque degli oceani o che presiede il suolo terrestre, rilascia a lungo andare e sotto l’effetto di temperature elevate, microparticelle. Stiamo parlando delle microplastiche che hanno iniziato a contaminare prodotti presenti sulla nostra tavola, come ad esempio il sale, ma riguarda anche le bottigliette di acqua.

Perché la plastica si decomponga sono necessarie centinaia di anni e la previsione fatta dal Forum economico mondiale, è che gli oceani conterranno entro il 2050, più materiale plastico che pesce. Senza contare che di tutta la plastica prodotta negli ultimi sessanta anni circa, solo il 9% è stata riciclata, mentre ben il 79% è invece finita nelle acque o in discarica.

I numeri non sono incoraggianti, dunque oltre a ridurne l’uso proponendo soluzioni alternative – come hanno fatto noti brand o start up – è necessario fare qualcosa con la plastica già esistente.

Come rimediare? Se ne sta occupando un team della Purdue University, composto da chimici, e che ha trovato una soluzione iniziale a questo problema, ovvero hanno ideato una tecnologia che permette di trasformare i rifiuti di plastica in prodotti differenti, tra cui combustibili. Lo studio, pubblicato su ACS Sustainable Chemistry and Engineering, mette in evidenza questa tecnica innovativa che consentirebbe alle tonnellate di rifiuti plastici di diventare carburante come la benzina o il diesel.

Come funziona la tecnologia

Secondo il team di ricercatori, il polipropilene – una plastica usata ad esempio per realizzare dispositivi medici e giocattoli – può essere usato come blendstock, ovvero uno dei componenti del carburante e usato nei veicoli a motore. La tecnologia consente di trasformare la plastica in nafta, monomeri, combustibili. A questo punto, la natfa può ad esempio essere utilizzata per altre sostanze chimiche e i combustibili che derivano da questo processo, andrebbero a soddisfare il 4% annuo della domanda di carburante come benzina e diesel.

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