Tetrapak, l’enigma della raccolta differenziata: una start up italiana ha trovato la soluzione

L'Ecoplasteam potrebbe risolvere il problema del riciclo del tetrapak: la scoperta potrebbe valere milioni

La confusione è tanta: dove deve essere messo il contenitore di tetrapak nella raccolta differenziata? Carta o plastica? Certo c’è sempre il ‘salvagente’ del bidone dell’indifferenziata ma il problema del riciclo rimane comunque. E tornando alla confusione ci sono pure le disposizioni date dai Comuni che variano da zona a zona. Qualcuno dice di buttarlo di qui, qualcuno di buttarlo di lì. Ora però, al dilemma, potrebbe esserci una soluzione, grazie a un’innovativa start up italiana.

Si tratta dell’azienda piemontese Ecoplasteam, la quale, a Spinetta Marengo (Alessandria), ha messo in funzione il primo impianto adatto a riciclare il tetrapak. Dalla lavorazione del rifiuto si ricava l’EcoAllene che può essere a sua volta ritrattato e riciclato.

Fino ad ora, il tetrapak, fatto di materiale misto/poliaccoppiato, non si sapeva come riutilizzarlo. Infatti, circa 1,4 miliardi di contenitori hanno finito il loro percorso nelle discariche o negli inceneritori. Adesso, però, l’innovativa Ecoplasteam potrebbe risolvere la situazione. La strada imboccata pare essere quella giusta tanto che nel 2020 la start up aprirà due nuovi impianti: uno in Austria e l’altro in Francia. Anche perché in tutta Europa la ‘materia prima’ non manca: ogni anno ci sono da smaltire circa 350mila tonnellate di rifiuti in tetrapak.

Ma come è stato risolto il problema del riciclo? Il punto su cui si sono arenati i progetti precedenti è quello relativo all’impossibilità di dividere il polietilene dall’alluminio. L’idea di Plasteam è stata quella di lasciar perdere la separazione dei materiali per lavorarli assieme. Risultato? Dei granuli di polietilene e alluminio, con qualità identiche al polietilene, spesso utilizzato per prodotti di packaging non alimentare: ecco l’EcoAllene.

Il materiale ottenuto dalla nuova lavorazione ha catturato l’attenzione di grosse realtà imprenditoriali che strizzano l’occhio al ‘green’ e che stanno provando l’inedito composto. E infatti, anche dal punto di vista economico, le prospettive di Ecoplasteam per il futuro sono più che rosee. L’impianto piemontese è costato 5 milioni di euro, stessa cifra che sarà destinata a quello francese e a quello austriaco. Le previsioni di fatturato, relative alle tre strutture di riciclo, sono stimate in circa 18 milioni di euro.

Inoltre, all’estero, la start up potrà contare sugli introiti provenienti dal ritiro dalle cartiere del materiale di scarto. Diversa la situazione italiana, in cui Ecoplasteam, al momento, deve sborsare dei soldi per ricevere il materiale.

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