Rapporto annuale sui rifiuti: un settore da 9.800 posti di lavoro

Cresce la produzione di rifiuti organici pro capite: il settore genera oltre 9.000 posti di lavoro

I rifiuti, se smaltiti nella maniera sbagliata, possono procurare gravi danni all’ambiente, ma la loro raccolta può generare anche posti di lavoro.

L’importanza della raccolta differenziata è stata ribadita in più momenti dagli Enti competenti. Salvaguardare il pianeta e più in generale la salute dell’uomo e degli esseri viventi, è un argomento al centro di numerosi dibattiti. Il primo passo per raggiungere questo obiettivo prevede un abbassamento graduale dei livelli di inquinamento e il riciclo di materiali comunemente utilizzati e prodotti.

Tra questi rientrano carta, vetro, ma anche la plastica, tra i materiali più inquinanti al mondo. All’interno della raccolta differenziata è compreso anche il riciclo dei rifiuti organici. Questi ultimi sono quelli maggiormente prodotti dall’uomo in una misura pari al 40% e possono essere trasformati in compost, ovvero un fertilizzante naturale. A comporlo ci sono materiali organici biodegradabili che possono essere secchi o umidi. Riciclando i rifiuti organici, si fornisce un ulteriore contributo all’uso sostenibile delle risorse a disposizione.

Stando ai dati raccolti dal Consorzio italiano compostatori (Cic), in Italia sono stati prodotti circa 2 milioni di tonnellate di compost, insieme a 90 milioni di metri cubi di biometano. Nel 2017 è stato tra l’altro registrato un aumento della produzione dell’umido e in generale dell’ organico pari a circa 6,6 milioni di tonnellate.

Una crescita in positivo, che segna anche un trend in salita dal punto di vista del lavoro. Come sottolineato dal direttore del Cic, la raccolta dei rifiuti organici tutela il suolo “in quanto è efficace contro l’erosione, per l’impermeabilizzazione e la perdita di materia organica. Nel 2025 si produrrà 1 milione di tonnellate di compost in più all’anno”.

Una previsione che potrà generare una maggiore forza lavoro, se si considera che le stime prevedono di raggiungere i 159 chilogrammi a persona (di produzione di rifiuti organici) nel 2025. Si tratta infatti di un settore che crea circa 9.800 nuovi posti di lavoro e intorno al quale c’è un giro d’affari di 1,8 miliardi di euro.

Nel Bel Paese crescono gli impianti di compostaggio anche se al momento sono concentrati in prevalenza al Nord. E la nuova sfida che l’Italia ha raccolto è quella del biometano, ovvero una risorsa naturale e rinnovabile che si ottiene proprio dal riciclo dei rifiuti organici ed è destinata a crescere già in un futuro prossimo, in vista anche di una maggiore produzione di rifiuti.

Rapporto annuale sui rifiuti: un settore da 9.800 posti di lavoro