Il programma su ambiente e green economy del centrosinistra

Un focus sulle proposte in tema di ambiente e lotta al cambiamento climatico della coalizione di centrosinistra: Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Più Europa

ECCO, il think tank italiano per il clima, e la Onlus Italian Climate Network hanno redatto delle tabelle per mostrare al pubblico il livello di efficacia delle proposte dei partiti per lo sviluppo di politiche green. Nel caso del secondo istituto, in particolare, è stata assegnata una vera e propria pagella nell’ambito del progetto Indice di Impegno Climatico per le Elezioni Politiche 2022 in collaborazione con il blog Climalteranti.

La pagella di Italian Climate Network su clima e ambiente

A occupare i primi due posti di questa classifica sono l’Alleanza Verdi e Sinistra, con un voto complessivo di 9,3, e il Partito Democratico, il quale si attesta leggermente sotto a 8,6.

Le altre forze politiche appartenenti alla coalizione di centrosinistra, Più Europa e Impegno Civico di Di Maio, si piazzano rispettivamente al quarto e al sesto posto, con un punteggio di 6,8 e 6,3. Al terzo e al quinto posto si trovano i due partiti considerati in generale più a sinistra di questa alleanza elettorale, vale a dire Unione Popolare di De Magistris (7,8) e il Movimento 5 Stelle (6,5). Mentre l’aggregazione di centrodestra è ultima con 4,1 di indice.

Nell’assegnare i punteggi sono stati considerati 10 criteri: centralità, settorialità, ambizione, fuoriuscita dai fossili, investimenti pubblici, equità e disuguaglianza, distrazioni, il quadro internazionale, negazionismo, inattivismo.

A differenza dei voti scolastici, superare il 6 in questo caso non equivale a essere sufficienti. Infatti, è stato considerato che per centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, è necessario avvicinarsi il più possibile al massimo risultato, ovvero a 10.

La coalizione di centrosinistra appare quindi come quella più attenta alla questione climatica tra i vari poli che si misureranno alle urne il prossimo 25 settembre. Di seguito un approfondimento su come i partiti singolarmente intendono sviluppare le proprie politiche ambientali per il raggiungimento della transizione ecologica.

Il programma del Partito Democratico su ambiente e green economy

Il Partito Democratico, la forza pronta a prendere il maggior numero di preferenze all’interno della coalizione, pone il tema dello “Sviluppo sostenibile e transizioni ecologica e digitale” come il primo dei tre pilastri del Piano Italia 2027 dal titolo “Insieme per un’Italia democratica e progressista”.

In primis viene ribadito il proprio impegno nel centrare gli obiettivi del pacchetto europeo Fit for 55, il quale prevede un taglio delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, e la neutralità climatica del continente da raggiungere per il 2050.

Per raggiungere un risultato certamente molto ambizioso, il PD prevede una spesa pubblica in favore del green paragonabile, seppur in maniera proporzionale alle diverse dimensioni dei due Paesi, a quella lanciata negli Stati Uniti da Joe Biden nell’ambito dell’Inflation Reduction Act di 370 miliardi di dollari.

Per quanto concerne uno dei temi più discussi delle ultime settimane, i rigassificatori, in particolare quello di Piombino, il partito guidato da Enrico Letta è favorevole ma come “soluzione ponte” da “smobilitare ben prima del 2050”.

Sulle energie rinnovabili, si propone un “piano nazionale per il risparmio energetico” e “interventi finalizzati ad aumentare drasticamente la quota di rinnovabili prodotte in Italia”, con “con l’obiettivo di installare 85 GW di rinnovabili in più entro il 2030”.

A differenza del centrodestra e del Terzo polo, non viene menzionata l’energia nucleare. Viene invece fatto riferimento a una “riforma fiscale verde” con delle premialità fiscali nei confronti di famiglie e imprese, mentre per i “sussidi dannosi per l’ambiente” si prevede una “progressiva riduzione”.

Qui il programma ambiente del centrodestra e qui quello del Terzo e del M5S.

Le proposte di Alleanza Verdi e Sinistra

Il programma di Alleanza Verdi e Sinistra è ancora più ambizioso e radicale di quelli dei democratici. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno inserito nel documento “Per un’Italia verde, libera e giusta” il taglio del 70% delle emissioni di CO2 rispetto al livello del 1990 entro il 2030, insieme al raggiungimento della neutralità climatica al 2045, ovvero 5 anni prima di quanto previsto dal Green Deal europeo.

Per realizzare tale risultato i rosso-verdi prevedono l’attuazione di una legge per il clima nei primi 100 giorni di un possibile esecutivo, aggiornare e rendere operativo il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e realizzare i Piani salva foreste e salva mari.

Per quanto concerne il piano fiscale, Bonelli e Fratoianni sono favorevoli all’eliminazione immediata dei sussidi a favore dei combustibili fossili, mettendo tali risorse di spesa pubblica a piena disposizione della transizione energetica.

L’alleanza tra Europa Verde e Sinistra Italiana si dichiara assolutamente contraria all’energia nucleare, spingendo per il raggiungimento di una quota dell’80% dell’energia prodotta attraverso le fonti rinnovabili entro il 2030 e ì quasi del 100% per il 2035.

Il programma di Più Europa

Passando a Più Europa, nel documento “Una generazione avanti”, l’ambiente è strettamente correlato alla questione energetica nel quinto punto del programma. Le due tematiche, per il partito di Emma Bonino, sono da affrontare attraverso una centralizzazione delle politiche a livello nazionale, in particolare “restituendo al livello statale le competenze esclusive in materia energetica”.

Altro aspetto sui cui si concentra è quello di “sviluppare una politica energetica europea, allineata con quella climatica, al fine di aumentare la resilienza del sistema”, oltre a “ridurre drasticamente i passaggi burocratici che frenano lo sviluppo delle fonti rinnovabili”.

A differenza degli alleati, Più Europa appare favorevole nello sviluppare una strategia per lo sfruttamento dell’energia nucleare in Italia, inserendo come punto quello di “rafforzare la ricerca e la cooperazione scientifica italiana per lo sviluppo di reattori a fusione nucleare”. Come il PD, per quanto riguarda gli interventi in materia di fisco, si intende “promuovere una riforma fiscale ecologica attraverso l’eliminazione graduale di tutti i sussidi dannosi all’ambiente”.

Inoltre, si insiste la “realizzazione di un termovalorizzatore a beneficio di Roma Capitale”, ovvero quello che è stato uno dei motivi della caduta del Governo Draghi lo scorso luglio a causa del veto del Movimento 5 Stelle.