Milano, vietato fumare all’aperto dal 2030. Sala guarda a Germania, Svezia e Usa

Il sindaco di Milano Beppe Sala ha annunciato che a partire dal 2030 in città non si potrà più fumare all'aperto

Il sindaco di Milano Beppe Sala ha annunciato che a partire dal 2030 in città non si potrà più fumare all’aperto. Sala lo ha detto durante l’incontro con i cittadini nel quartiere Isola, spiegando che questo provvedimento è inserito all’interno del Regolamento Aria-Clima che sarà discusso prossimamente dal Consiglio comunale e che spera sia approvato entro marzo.

“Entro il 2030 non permetteremo più di fumare all’aperto, e subito o a breve alle fermate dell’autobus o durante le code per i nostri servizi non si fumerà”.

“Questa è la visione della Giunta” ha spiegato il primo cittadino di Milano, precisando che comunque “ogni proposta dovrà passare dal Consiglio comunale” e il possibile stop al fumo potrebbe essere introdotto “attraverso un’ordinanza, se viene approvato il regolamento che conterrà regole su tanti aspetti.

Quanti sono i fumatori in Italia

Secondo il Rapporto Nazionale sul fumo del 2018, in Italia, il 23,3% della popolazione fuma abitualmente e il dato è in aumento di un punto percentuale rispetto al 2017. Le donne fumano complessivamente meno degli uomini e il loro numero è in diminuzione. Al contrario, il numero di uomini fumatori è in aumento negli ultimi anni. Tra i giovanissimi (14-17 anni), l’11% si definisce fumatore abituale, il 13% occasionale e almeno il 20% ha provato almeno una volta una sigaretta.

A livello geografico, non ci sono grandi differenze nella distribuzione dei fumatori maschi sul territorio nazionale, mentre le donne fumano di più al Nord rispetto al Centro o al Sud. Il numero di sigarette fumate, in media, è circa 12 al giorno.

Dove non si può fumare

In Italia come sappiamo è vietato fumare nei locali pubblici dal 2003. Il divieto è in generale più rispettato al Nord che al Centro e Sud. E singolarmente alcune città hanno dato il via a iniziative particolari. Nell’estate 2019, ad esempio, il Comune di Bibione, provincia di Venezia, ha lanciato il programma “Respira il mare” vietando il fumo lungo tutto il litorale, salvo dei piccoli punti “free”. Lo scopo è proteggere bambini, anziani e, più in generale, chi non vuole respirare fumo passivo.

Milano non è la prima città a vietare il fumo all’aperto, ma la notizia è di quelle destinate a far parecchio discutere trattandosi di una delle più grandi metropoli italiane. D’altronde, l’amministrazione Sala sta puntando moltissimo al “green” e a rendere Milano una città sempre più attenta alle tematiche dell’ambiente: non a caso, infatti, è la prima città per l’economia circolare in Italia. Sulla stessa scia, Sala aveva deciso di regalare a tutti gli studenti borracce in alluminio da portare a scuola, in un’ottica sempre più plastic free.

I precedenti nel mondo: Germania, Svezia e Usa

E nel mondo come siamo messi? In Germania ad esempio non è consentito fumare all’interno di ristoranti e altri luoghi pubblici e i minorenni non possono acquistare sigarette. Ed esistono restrizioni al fumo anche nelle aree esterne delle stazioni dei treni o delle fermate dell’autobus. Ci zone zone appositamente segnalate con un quadrato giallo sulla strada, che indica i luoghi in cui si può fumare.

In Svezia sarà vietato fumare all’aperto a partire dal 2025. Il divieto attualmente vige già nei luoghi pubblici e in quelli di lavoro, dove ai fumatori sono destinate aree specifiche e ristrette.

Negli Stati Uniti, poi, la lotta contro il fumo è di lungo corso ormai. A New York il divieto di fumo è così estero che bisogna stare attentissimi a dove ci si accende una sigaretta. In alcuni stati, come la California, è già vietato accendersi una sigaretta su una spiaggia o in strada, quando ci si trova a meno di 6 metri dall’ingresso di un palazzo. Dal 1 gennaio 2017 è inoltre proibito l’utilizzo di qualsiasi strumento per il fumo, a eccezione della sigaretta elettronica, all’interno degli alloggi popolari.

Sala punta il dito anche contro fuochi d’artificio e forni a legna delle pizzerie

Al di là degli aspetti legati alla salute, il fumo è anche una delle cause che contribuiscono allo sforamento dei livelli di inquinamento in città. Lo stesso Sala ha posto la “questione ambientale” rispetto alle sigarette.

Il regolamento, ha detto il sindaco di Milano, conterrà regole su tanti aspetti, “perché il vero rischio è che si riduca la questione ambientale a traffico e riscaldamento, ma c’è altro”, come ad esempio i fuochi d’artificio o i forni a legna delle pizzerie.

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