La Rivoluzione Verde di Milano: ora Sala annuncia lo stop alle caldaie a gasolio

Il sindaco Beppe Sala continua a investire sulle politiche ambientali e questa volta lo fa annunciando che a Milano saranno dichiarate fuorilegge le caldaie a gasolio

La “Rivoluzione Verde” di Milano, ormai, è avviata. Il sindaco Beppe Sala continua a investire sulle politiche ambientali e questa volta lo fa annunciando che a Milano, a partire dall’inverno 2023, saranno dichiarate fuorilegge le caldaie a gasolio.

Una grande novità, dunque, per la città che, con Torino, si è appena aggiudicata la maglia nera di Legambiente come più inquinata d’Europa. L’inquinamento costa all’Europa 1500 miliardi di euro l’anno: una fotografia allarmante quella scattata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le misure anti-smog a Milano

A Milano in principio fu l’area C. Ma poi sono arrivate altre azioni anti-inquinamento per tentare di dare una risposta concreta al cambiamento climatico: le diverse misure anti-smog come il blocco del traffico, le domeniche a piedi, l’abbassamento del riscaldamento nelle case, la distribuzione delle borracce in alluminio a scuola in sostituzione delle bottigliette di plastica, il divieto di fumo all’aperto che arriverà nel 2030.

Dal 28 gennaio sono attive le misure anti-smog come il blocco del traffico a Milano e in altre province della Lombardia, che vengono lanciate quando, per cinque giorni consecutivi, si superano i livelli di polveri sottili considerate “di soglia”, ovvero 50 microgrammi per metro cubo.

Blocco del traffico

Da oggi, giovedì 30 gennaio, sono state revocate le misure temporanee anti-smog di primo livello nei comuni con più di 30mila abitanti e in quelli aderenti su base volontaria nelle province di Como e Varese. Restano attive invece nelle province di Milano, Monza, Lodi, Pavia, Bergamo, Cremona e Mantova.

La limitazione del traffico riguarda i veicoli diesel in città, fino a Euro 4, ma anche l’obbligo di spegnere i motori in sosta semaforica, la riduzione di un grado delle temperature in casa, il divieto di spandere liquami zootecnici nei campi agricoli e il divieto di accendere fuochi all’aperto di qualunque tipo.

Stop alle caldaie a gasolio

Oggi, arriva la notizia che il sindaco Sala vuole mettere uno stop anche alle caldaie a gasolio. “Non è una misura ideologica, ma una misura che parte dalle analisi sull’inquinamento” ha detto Sala a margine della presentazione alla Triennale di Milano del libro di Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, “Assedio all’Occidente”.

“La prossima cosa che proporrò da assessore alla Transizione ambientale, più che da sindaco, in giunta e all’interno del Piano dell’aria che porteremo in Consiglio comunale è di dichiarare fuorilegge le caldaie a gasolio dall’inverno del 2023” ha detto. In altre parole, ci saranno tre anni di tempo per intervenire e la misura riguarderà sia il privato che il pubblico.

Sala ha voluto sottolineare come l’inquinamento da caldaie a gasolio sia ormai “qualcosa di totalmente accertato da tutte le analisi”. A Milano c’è uno “zoccolo duro” di circa 1500 condomini che non vogliono cambiare la caldaia. “Per cui di fatto è necessario intervenire con una regolamentazione”.

Quali aiuti ci saranno

Ma Sala specifica che il Comune vuole essere parte attiva di questo cambiamento: “Non voglio solo regolamentare ma anche supportare”, per cui chiamerà già da settimana prossima gli amministratori condominiali per capire “cosa si può fare” e “risentirò il Governo per capire se i finanziamenti possono essere diversi, rifletterò a livello di Giunta per capire se possiamo fare di più, ma questo è uno degli elementi fortemente inquinanti”.

Riguardo alla situazione del Comune stesso, il sindaco ha chiarito che possiede ancora “non molte” caldaie a gasolio, solo “alcune decine”, che appartengono perlopiù a scuole e edilizia pubblica. “Ho fatto fare una verifica e lo possiamo fare: affretteremo alcuni percorsi, ma è chiaro che se non diamo l’esempio noi, poi ha ragione chi non farà una cosa così. Ma noi lo faremo”.

Il 2 febbraio torna la domenica a piedi

Intanto Milano si prepara alla domenica a piedi del 2 febbraio, con il blocco del traffico dalle 10 alle 18. Il sindaco rassicura che “cercheremo di favorire anche l’afflusso al Meazza, per quelli che vengono da fuori Milano. Questo è l’unico elemento di novità, per il resto sono le caratteristiche standard, come si fanno nei blocchi”.

Ma non piace a tutti la domenica ecologica di Sala. “Conteniamo i danni provocati da un provvedimento inutile. Se il Comune vuole lanciare un segnale, estenda eccezionalmente Area B al prossimo weekend” replica Aci Milano.

“Lo ribadiamo: lo smog va combattuto a 360 gradi, con interventi strutturali che incidano su settori fondamentali come il riscaldamento degli edifici. Non serve accanirsi contro gli automobilisti, lo dimostrano i valori dell’aria di questi giorni. Ed è assurdo accanirsi contro i cittadini che di tasca propria hanno contribuito al miglioramento della qualità ambientale acquistando veicoli di nuova generazione che inquinano pochissimo”, sottolinea il presidente Geronimo La Russa.

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