Lego dirà addio alla plastica, ma è mistero su come saranno i mattoncini del futuro

L'azienda leader del settore giocattoli ha scelto di attuare una svolta green, sostituendo la plastica dei mattoncini

Sono tante le grandi aziende, che in risposta alle nuove richieste del mercato, scelgono di attuare una svolta green.

E’ arrivata anche la volta di Lego, che dal 1958 produce i mattoncini per bambini più famosi di sempre. L’azienda danese, che ha superato periodi di crisi e licenziamenti ritrovando una nuova primavera, ha però deciso che vuole rinnovare i mattoni famosi e renderli più eco-compatibili.

Ogni giorno vengono prodotti cento milioni di pezzi negli stabilimenti Lego ed essendo costituiti da plastica, risultano un peso per l’ambiente. Secondo alcuni calcoli, l’azienda produce un milione di tonnellate di anidride carbonica ogni anno e di questi circa tre quarti provengono dai materiali grezzi che impiega. L’obiettivo del colosso di giocattoli sembra essere quello di non utilizzare più plastica derivata dal petrolio e sostituirla con quella di origine vegetale o riciclata entro il 2030 e nonostante le potenzialità dell’azienda, non sembra una sfida semplice. “Dobbiamo imparare di nuovo a farli” ha detto in un’intervista il supervisore della produzione della fabbrica di Billung Henrik Ostergaard Nielsen.

Lego è però decisa e ha assunto 100 persone nel centro di ricerca della città, investendo un miliardo di corone danesi, corrispondenti a 134 milioni di euro. Gli studiosi non hanno ancora trovato un sostituto adeguato alla plastica e la ricerca sembra essere ancora lunga. Il materiale dei mattoncini deve infatti resistere alle alte temperature di Paesi caldi, non rompersi facilmente o se pestati per sbaglio, avere i colori che li hanno sempre caratterizzati.

Sono stati condotti test su oltre 200 materiali alternativi, senza però trovare un degno sostituto: alcuni sono risultati troppo fragili e taglienti, pericolose per i bambini, altri invece non riuscivano a prendere i giusti toni di colore. Attualmente solo alcuni pezzi flessibili che equivalgono all’1-2 per cento della produzione vengono prodotti con plastica di origine organica. Sono costituiti da polietilene al 98%, realizzati con canna da zucchero. La plastica di canna da zucchero segue le linee guida del World Wildlife Fund (Wwf) partner di Lego, ma i mattoncini non sono ancora biodegradabili.

Per Lego tuttavia la sfida non è rinviabile. I loro prodotti infatti sono destinati ai bambini: “Al Lego Group vogliamo avere un impatto positivo sul mondo che ci circonda e stiamo lavorando duramente per creare fantastici prodotti di gioco per bambini che utilizzino materiali sostenibili” ha detto Tim Brooks, vicepresidente del dipartimento di Responsabilità ambientale dell’azienda.

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