La transizione green spacca l’Europa, il Consiglio Ue non trova l’accordo sull’energia

Dopo il rinvio di ottobre anche questa settimana i leader dei 27 Paesi dell'Ue non sono riusciti a trovare un punto di incontro sul capitolo relativo al caro energia

Il Consiglio Ue non ha ancora trovato la quadra sul dossier energia. Dopo il rinvio di ottobre anche questa settimana i leader dei 27 Paesi dell’Ue non sono riusciti a trovare un punto di incontro sul capitolo relativo al caro energia e alle misure necessarie per assicurare la transizione verde. Sistema ETS – quello alla base del mercato delle emissioni – e tassonomia i nodi della discordia dove gli schieramenti si sono mostrati ben lontani dal trovare una soluzione.

Sul primo punto, i Paesi dell’Est, con la Polonia che guida il gruppo, accusano il sistema di essere non solo soggetto a speculazioni eccessive, ma anche di creare difficoltà improprie al sistema economico, specie nella prospettiva degli interventi che dovranno essere fatti per la lotta ai cambiamenti climatici, mentre Francia e Spagna chiedono una riforma del mercato dell’elettricità con lo scopo di sganciare i prezzi dell’energia da quelli del gas.

Sul fronte opposto ci sono Germania e Paesi Bassi e i Paesi nordici, che invece giudicano efficiente il mercato dell’elettricità e vogliono estendere il sistema ETS a immobili e automobili.

Sulla tassonomia, la Francia e i paesi dell’est chiedono l’adozione rapida dell’atto delegato della Commissione con all’interno, oltre al gas – l’Italia punta ad ottenere che venga considerata una fonte utilizzabile durante la transizione verde –, anche il nucleare come fonte sostenibile di lungo periodo.

Anche il cancelliere tedesco Olaf Scholz, al suo debutto a un vertice europeo, pur essendosi presentato in conferenza stampa al fianco del presidente francese Emmanuel Macron, ha ammesso che tra i due Paesi ci sono posizioni divergenti. “Le prospettive rispetto al percorso” delle politiche energetiche “che entrambi i nostri Paesi intendono intraprendere sono leggermente diverse”, ha detto Scholz. “Già da tempo la Germania ha preso la decisione che l’energia nucleare non prenderà parte alla transizione energetica”, ha aggiunto

Per tali ragioni il capitolo energia è uscito fuori dalle conclusioni del summit. Ad annunciare il fallimento è stato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel premettendo che tra i leader c’è stato “un lungo dibattito su una questione molto importante per i cittadini e le imprese”.

Ma “abbiamo dovuto constatare che le divergenze sul tavolo hanno reso impossibile adottare conclusioni sull’energia. Torneremo sull’argomento in un prossimo Consiglio”. Il braccio di ferro sui due temi non sembra un buon auspicio anche in vista dei negoziati sul pacchetto “Fit for 55”, quello destinato a mettere in opera gli obiettivi del Green deal.

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