Inquinamento: una busta di plastica trovata nel punto più profondo dell’oceano

Può sembrare incredibile, ma la plastica riesce a raggiungere impensabili profondità oceaniche. Il ritrovamento nella fossa delle Marianne.

La plastica in mare è una delle emergenze a cui si cerca di dare una soluzione. Purtroppo è di questi giorni un ritrovamento destinato a far riflettere: c’è plastica anche negli abissi.

Il punto più profondo dell’Oceano al mondo è la fossa delle Marianne, con i suoi quasi 11mila metri sotto il livello del mare nell’oceano Pacifico, al largo delle coste del Giappone, Filippine e Nuova Guinea. Sfortunatamente anche qui è riuscita ad arrivare una busta di plastica. Difficile credere che a 10898 possano arrivare i rifiuti di plastica, purtroppo però non si tratta di un ritrovamento singolo: secondo le analisi dell’Agenzia Giapponese delle Scienze Marine e terrestri, pare ci siano più di 3 mila frammenti di plastica nella fossa delle Marianne e che tali residui plastici si sia accumulati in quell’area negli ultimi trent’anni. Si tratta per un terzo di pezzi di plastica di dimensioni tali da essere visibili comodamente a occhio nudo. L’89% di tali rifiuti è rappresentato da prodotti in plastica usa e getta.

Rendendosi conto della sua pericolosità, al summit annuale del Commonwealth il Regno Unito ha annuncia di voler mettere al bando dal 2019 la plastica usa e getta. Del resto secondo uno studio la plastica è il materiale inquinante in assoluto più presente e responsabile di un danno ecologico non indifferente. C’è da sperare che tale esempio sia seguito da molte altre nazioni.

I comuni sacchetti di plastica della spesa non solo inquinano i mari perché difficilmente degradabili, ma sono un pericolo per la fauna marina dal momento che vengono scambiati per cibo e quindi ingoiati da pesci, tartarughe marine e uccelli, con conseguente soffocamento di questi animali, in altri casi ci rimangono impigliati finendo poi per morire. Sapere che anche le zone più profonde dell’Oceano non sono immuni da questo flagello deve far riflettere: urge trovare soluzioni in modo da liberare i mari da questo temibile nemico.

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