Impossibile rinunciare al petrolio e ad altre energie fossili: il report lo dimostra

L'aumento della domanda di energia a livello mondiale ptorà essere sostenuta solamente grazie alle fonti fossili

Nonostante la continua crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili come solare ed eolico, il momento nel quale potremo finalmente dire addio alle fonti fossili è ancora lontano. Molto probabilmente, più lontano di quanto si potesse immaginare.

Secondo il report “World Energy Outlook 2019” curato da International Energy Agency (Agenzia Internazionale dell’Energia, o IEA), l’aumento della domanda di energia a livello mondiale non potrà essere sostenuto solamente dalla maggior produzione di energie rinnovabili a meno che non avvenga una svolta politico a livello globale. Un avvenimento, sostiene l’agenzia con base a Parigi, che sembra lontano dal realizzarsi, almeno per il momento.

Le emissioni di gas serra causati dalla produzione di energia da fonti fossili, infatti, hanno toccato un nuovo massimo nel 2018 e, visto l’andamento dei primi dieci mesi dell’anno in corso, non è da escludere che venga nuovamente battuto. L’estrazione e produzione di petrolio, infatti, continua a crescere a ritmi sostenuti: un trend che continuerà quanto meno per tutto il prossimo decennio, sostiene l’IEA, con gli Stati Uniti a fare la parte del padrone. Lo stato Nord Americano, infatti, sarà responsabile per l’85% dell’aumento della produzione di petrolio e gas naturale, diventando ben presto un esportatore netto di idrocarburi.

Allo stato attuale, dunque, la crescita della produzione di energia rinnovabile non è ancora sufficiente per causare una “rivoluzione copernicana” nel settore energetico, ma la speranza è sempre l’ultima a morire. Se i Governi delle maggiori nazioni al mondo volessero, infatti, sarebbe possibile invertire la tendenza: sono necessari forti investimenti sia nello sviluppo di tecnologie rinnovabili più efficienti sia per la creazione di nuovi “parchi rinnovabili”, che possano sopperire a un eventuale calo di produzione da fonti non rinnovabili e inquinanti.

Secondo l’Agenzia, la domanda di energia è destinata a crescere dell’1% annuo fino al 2040 e circa il 50% del “surplus energetico” verrà coperto dalle fonti rinnovabili, con l’energia solare a fare la parte del padrone. I bassi costi di produzione di nuovi impianti, infatti, faranno sì che l’energia prodotta da pannelli solari cresca in maniera costante e decisa, rubando fette di mercato al carbone. Entro il 2040, prevede l’Agenzia parigina, il Sole sarà la principale fonte energetica mondiale, mentre l’energia eolica crescere di ben 15 volte rispetto ai volumi attuali.

Nonostante questi progressi, però, il petrolio continuerà a rappresentare una delle fonti energetiche principali cui l’umanità continuerà a contare anche negli anni a venire. Anzi, secondo l’IEA la produzione di petrolio è destinata a crescere nei prossimi anni, sostenuta dalla grande diffusione di veicoli con motore termico nei Paesi in via di sivluppo. Solamente la diffusione di mezzi elettrici frenerà questa tendenza, ma i primi risultati in termini di estrazione e produzione di idrocarburi si vedranno solamente dal 2030 in poi, quando la domanda di petrolio è destinata a stabilizzarsi.

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